L’UNMIK ha mentito alla Serbia – Sapeva della Casa Gialla e del traffico di organi umani

Il giornale settimanale “Russian Express” ha pubblicato documenti esclusivi che dimostrano che l’UNMIK era a conoscenza tutto il tempo del traffico di organi dei serbi dal Kosovo e dalla Metohija, nel periodo dal 1998 al 2001.

Essi hanno pubblicato, sulla loro pagina Facebook, una copia del rapporto confidenziale dell’Ufficio per le persone scomparse dell’UNMIK il 18 giugno 2004. Questo rapporto mostra che gli investigatori e gli esperti della squadra dell’UNMIK in quel periodo erano nella famosa “casa gialla”, presso Burel nel nord dell’Albania, e che avevano raccolto prove assai importanti per ulteriori indagini.

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“Queste prove sono state depositate nell’Ufficio per le persone scomparse a Orahovac e da lì si perde ogni tracca di loro. Ma una cosa è chiara: indipendentemente dalla richiesta esplicita della parte serba che queste prove vengano preservate in modo sicuro, esse sono state perdute per sempre”, dice il Russian Express, che ha pubblicato questi documenti per far luce a questo caso.

L’Ufficio del Procuratore per i Crimini di Guerra della Repubblica di Serbia ha presentato una richiesta nel 2008 all’Unità investigativa internazionale per i crimini di guerra chiedendo di indagare sulle accuse formulate da Carla del Ponte, ex procuratrice del tribunale dell’Aja, nel suo libro.

E’ particolarmente interessante, scrive il “Russian Express”, una lettera del procuratore internazionale Annunziata Ciaravolo, in cui lei cerca di convincere la parte serba di non essere a conoscenza di nulla, di non aver mai nsentito parlare di quest’indagine o delle prove.

Tuttavia, grazie ai documenti pubblicati, si può chiaramente vedere che è stata condotta un’indagine dettagliata. Tutte le stanze, l’area intorno alla casa gialla e gli strumenti utilizzati durante l’analisi forense.

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