L’Unesco chiede chiarezza sui numeri del COVID

Il Dipartimento europeo di bioetica dell’organizzazione UNESCO ha invitato il Presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, a spiegare i dati contraddittori sul numero di infetti e morti da COVID-19 negli istituti di protezione sociale, nonché a negare le denunce di abusi sui minori “e altri crimini nei centri di assistenza sociale”, e dichiarare cosa è stato fatto per fermarli e per incriminare i sospettati.

Il Dipartimento di Bioetica dell’organizzazione dell’UNESCO insiste sulla proposta di nuovi poteri di polizia relativi ai centri di lavoro sociale i quali proteggerebbero i bambini e altri gruppi vulnerabili in Serbia, soprattutto durante l’attuale pandemia.

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La proposta è che nuovi atti legali consentano alla polizia di confiscare materiale dai centri di assistenza sociale, trattenere i lavoratori di quei centri per un massimo di 48 ore, nonché coloro che sono coinvolti con loro in un’impresa criminale comune (questi possono essere giudici, funzionari del Ministero competente e tutti gli altri che sono ben posizionati nella catena criminale), con la richiesta di prolungare la loro detenzione fino a quando i sospetti non saranno indagati.

L’UNESCO ha dichiarato che dopo le “lettere inutili” inviate loro dall’ufficio della Premier Ana Brnabić e dal competente Ministero del lavoro, dell’occupazione e degli affari sociali, hanno particolarmente insistito affinché gli atti fossero approvati immediatamente per garantire le richieste dei cittadini, e per consentire l’intervento della polizia nei centri di assistenza sociale.

“La risposta che abbiamo ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri non dedica una sola parola alla questione chiave riguardante i dati contraddittori sul numero di contagiati e deceduti da COVID-19 negli istituti di protezione sociale”, si legge nel comunicato, aggiungendo che la proposta è stata inviata a Vučić dopo la lettera su controversie penali inviate al responsabile del Dipartimento Vojin Rakić.

Secondo il comunicato, il capo della Cattedra UNESCO per l’Europa ha chiesto un emendamento alla lettera “riguardante attività criminali molto gravi nei centri di assistenza sociale, come abuso e abbandono dei bambini, abuso dei genitori, vendita di bambini, assegnazione di bambini a famiglie affidatarie per denaro e persino omicidi, fatti ampiamente riportati dai media”.

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