L’ultimo rapporto dell’UE sulla Serbia – Nessuna menzione delle proteste

L’ultimo rapporto semestrale della Commissione europea sullo stato di diritto in Serbia non menziona le proteste di massa dei cittadini che si sono svolte a Belgrado nelle ultime sei settimane.

Il documento si concentra piuttosto sul trasferimento di due procuratori donna che hanno lavorato sul caso EPS, sul caso irrisolto dell’informatore dentro la ditta di armamenti Krušik, sulle minacce e sulla campagna di diffamazione dei giornalisti, sulla necessità di rafforzare l’indipendenza della REM (Autorità di regolamentazione per i media elettronici), nonché sul caso di Telekom Serbia e sul procedimento contro tale società.

La Commissione europea ha preparato una relazione semestrale per il periodo che va dall’ottobre dell’anno scorso alla fine di maggio di quest’anno, che dovrebbe “fornire una panoramica” al Consiglio europeo sui progressi della Serbia nell’attuazione dei capitoli 23 e 24. Il non-paper include i “fatti” e le “informazioni” che la Commissione europea ha fornito. Il documento non ufficiale include lo “sviluppo fattuale degli eventi” e si basa sui rapporti della Serbia, del Sottocomitato UE-Serbia, di altri Stati membri e di varie missioni.

Trasferimento dei procuratori

Nella parte relativa al sistema giudiziario, il rapporto afferma che la pressione sui pubblici ministeri è ancora elevata e che i funzionari governativi, compresi quelli di più alto livello, nonché i membri del parlamento, commentano pubblicamente le indagini in corso o i procedimenti giudiziari, nonché l’operato dei singoli pubblici ministeri e dei giudici. Il rapporto sottolinea che questi commenti sono contrari al codice di condotta per i membri del Governo e del Parlamento. Il rapporto afferma inoltre che le informazioni sul corso delle indagini, pubblicate da numerosi media, sono trapelate regolarmente, ostacolando le indagini in corso.

Il rapporto della Commissione europea afferma inoltre che il trasferimento di due procuratori aggiunti (Jasmina Paunović e Bojana Savović) dal dipartimento speciale anticorruzione della Procura della Repubblica senza un’adeguata giustificazione è stato accolto da ampie critiche e contestato dagli stessi procuratori. Secondo quanto riferito, i due hanno lavorato sul caso di corruzione e riciclaggio di denaro nell’azienda statale Electric Power Industry of Serbia (EPS).

Denunciante di Krušik

Il non-paper si sofferma anche sul fatto che l’anno scorso i tribunali serbi hanno ricevuto 69 nuovi casi basati sulla legge sulla protezione degli informatori e un totale di 71 casi sono stati risolti. Tuttavia, come sottolineato, 39 casi, nonostante l’urgenza, non sono stati conclusi entro la fine del 2022 nemmeno dopo tre anni.

Influenzare i media e le REM

Il rapporto afferma che l’influenza politica ed economica sui media è ancora fonte di preoccupazione e che le consultazioni sugli emendamenti alla legge sull’informazione pubblica e sui media sono proseguite nel novembre 2022. Le violazioni del codice giornalistico, registrate dal Consiglio della stampa, continuano a verificarsi nella stampa. Il documento afferma che il governo sta lavorando alla modifica della legge sui media elettronici e che questo dovrebbe rafforzare l’indipendenza della REM, al fine di proteggere efficacemente il pluralismo dei media e chiarire la procedura per il rilascio delle licenze per la fornitura di servizi di media audiovisivi.

Si sottolinea inoltre che la REM ha assegnato frequenze di radiodiffusione nazionale a stazioni televisive che hanno ricevuto avvertimenti da parte di tale istituzione per aver violato gli obblighi di legge, nonché che la quinta licenza non è stata concessa, sebbene il termine per farlo fosse di 30 giorni. Il rapporto afferma che la REM ha deciso di non assegnare la quinta frequenza fino alla conclusione del caso del ricorso presentato al Tribunale amministrativo.

Russia Today e Sputnik

Il documento della Commissione europea afferma inoltre che la Serbia dovrebbe intraprendere misure urgenti per opporsi alla manipolazione straniera di informazioni e narrazioni contro l’UE, che è più evidente nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina. Si afferma che oltre al canale in lingua inglese Russia Today (RT), trasmesso in Serbia dalla televisione via cavo, RT ha lanciato un sito web multimediale in lingua serba RT Balkan.

Questi media, insieme a Sputnik Serbia, producono e/o diffondono contenuti che manipolano l’ambiente informativo in Serbia. Sputnik si è candidato a una gara d’appalto pubblica per il rilascio di licenze per la fornitura di servizi di media radiofonici per l’area di Belgrado, ma è stato respinto.

Minacce, violenze e diffamazione dei giornalisti

Il rapporto sottolinea che le minacce, le violenze e le diffamazioni nei confronti dei giornalisti sono continuate, soprattutto a livello locale, e che raramente vengono “monitorate” dalle autorità di regolamentazione o dai pubblici ministeri. Le dichiarazioni di alti funzionari statali impediscono la creazione di un ambiente in cui la libertà di espressione possa essere esercitata senza ostacoli.

Anche se queste dichiarazioni possono essere ascoltate in Parlamento, il Comitato amministrativo incaricato di applicare il codice di condotta non ha riscontrato alcuna violazione. Si afferma inoltre che, attraverso le cosiddette cause SLAP, è stata aumentata la pressione sui media.

(N1, 14.06.2023)

https://n1info.rs/vesti/izvestaj-eu-o-srbiji-ni-rec-o-protestima-kritike-zbog-telekoma-rem-a-i-rt/

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