L’Ue usa la guerra in Ucraina per spingere la Serbia al riconoscimento del Kosovo?

L’Unione Europea (UE) sembra utilizzare l’invasione russa dell’Ucraina per convincere la Serbia a riconoscere l’indipendenza del Kosovo. Sebbene nessuno lo abbia detto chiaramente e a voce alta, la realtà è ora difatti diversa, poiché il riconoscimento reciproco, per la prima volta, è stato menzionato nella relazione del Parlamento europeo (PE) sulla Serbia.

Il Presidente russo Vladimir Putin ha usato l'”argomento del Kosovo” come spiegazione per le mosse che Mosca sta facendo in Ucraina. Come ha spiegato alla fine di aprile, la Repubblica popolare di Donetsk e la Repubblica popolare di Luhansk sono diventate indipendenti per analogia con la decisione della Corte internazionale di giustizia sul Kosovo. Quello è stato il momento in cui l’indipendenza del Kosovo ha cominciato a essere menzionata sempre di più, e quando è diventato chiaro ai funzionari serbi, che niente è come prima.

“La nostra situazione è cambiata in peggio dopo le dichiarazioni del Presidente russo Vladimir Putin, non perché volesse danneggiare la Serbia, ma perché l’ha usata per proteggere gli interessi russi”, aveva detto allora il Presidente serbo, Aleksandar Vucic, il quale aveva aggiunto che ora “tutto l’Occidente chiederà alla Serbia di muoversi rapidamente verso il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo, per poi dire a Putin che non è la stessa cosa”.

Così, all’improvviso e senza preavviso, durante la votazione al Parlamento europeo, solo nella relazione sul Kosovo, è stato trovato un emendamento che pochi si aspettavano e che incoraggia un accordo basato sul riconoscimento reciproco, anche se la situazione attuale non supporta tale tesi. Il dialogo tra Belgrado e Pristina, da tempo fermo, testimonia che non è così, che non ci sono più accordi e progressi concreti, che non ci sono incontri ad alto livello politico. Per tutto questo, è lecito chiedersi se l’UE stia effettivamente utilizzando il vortice distruttivo in Ucraina, per risolvere al più presto la questione del Kosovo e il suo riconoscimento.

Da quando Vladimir Putin ha fatto riferimento al caso del Kosovo, è iniziata una valanga e l’Unione europea la sta usando. In primo luogo, lo ha fatto “spingendo” la richiesta di Pristina di adesione al Consiglio d’Europa, poi con la visita del cancelliere tedesco Olaf Scholz, il quale ha affermato che non c’è adesione all’Unione senza riconoscimento reciproco. Sebbene il documento non sia vincolante, esperti di circostanze europee hanno sottolineato che si tratta di un modo per portare la storia del riconoscimento reciproco volutamente attraverso il Parlamento europeo (PE), in cui c’è una maggioranza per una cosa del genere.

In questo modo, almeno per ora, si evitano dichiarazioni di altri organi dell’UE, perché sono cinque gli Stati membri che non riconoscono l’indipendenza del Kosovo. “Nulla è casuale nella diplomazia”, ha detto a “Blic” il direttore del Centro per il Regionalismo, Aleksandar Popov. “Per quanto riguarda il Kosovo, l’amministrazione americana ha avuto una posizione decisiva e ha ritenuto che si dovesse risolvere con il riconoscimento, mentre l’UE è stata più flessibile e ha spinto la storia di un accordo giuridicamente vincolante sulla normalizzazione delle relazioni in cui tutto potesse essere incluso. Tuttavia, la situazione in Ucraina ha accelerato tutto, ma penso che quest’ultima mossa abbia a che fare con le sanzioni che non abbiamo imposto alla Russia. L’Ue sta colpendo la Serbia in questo modo, e non credo si fermerà”, sottolinea Popov.

https://www.blic.rs/vesti/politika/evropa-koristi-rat-u-ukrajini-da-natera-srbiju-da-prizna-kosovo-glavno-oruzje-u-ruke/t3mx8fy

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