L’UE stanzierà 1,2 miliardi di euro per la “piccola Schengen”?

“Le nostre unità di emergenza continueranno a cooperare, saremo disponibili gli uni agli altri e abbiamo discusso di come facilitare ulteriormente il flusso di beni e servizi”, ha affermato il Presidente serbo Aleksandar Vucic, a Tirana per il vertice sulla “piccola Schengen”.

“Aumenteremo il numero di corsie e bilance alle frontiere in modo che i camion possano passare più velocemente e cercheremo di implementare l’accordo quando si tratta di operatori autorizzati, in modo che le aziende con i loro camion possano attraversare più facilmente i confini”, ha affermato Vucic.

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Lo stesso ha sottolineato che questi Paesi cercheranno di creare il più possibile un mercato del lavoro unico. Secondo lui, subito verrà firmato un documento che definirà tutti gli accordi e le misure concordati durante il vertice.

Ha anche sottolineato che il governo serbo prenderà una decisione lunedì su come aiutare l’Albania con una grande, grande somma di denaro, dopo il devastante terremoto che recentemente ha colpito il Paese.

“Credo che saremo uno dei tre o quattro maggiori donatori bilaterali per le località di Durazzo, Tuman e altri luoghi in Albania”, ha detto, osservando che la Serbia ha una sincera simpatia per il popolo albanese.

Ha sottolineato che tutti i Paesi della regione sono piccoli ed economicamente poco importanti e che senza associazione non ci saranno progressi.

Il Primo Ministro albanese, Edi Rama, ha affermato che il suo Paese è grato a tutti quelli che sono partiti dalla Serbia e dalla Macedonia del Nord per aiutarli dopo il devastante terremoto che ha colpito l’Albania, annunciando che alla prossima riunione dovrebbe essere redatto un documento che discuterà l’impatto di questa iniziativa su ciascun Paese, nonché sull’intera regione.

“Sento molte teorie cospirative e sciocchezze secondo cui questa iniziativa non ha alcun effetto; la situazione è esattamente l’opposto e qualsiasi Paese coinvolto nel processo ne trarrà beneficio” ha affermato Rama.

Ha sottolineato che la Commissione europea è pronta a stanziare 1,2 miliardi di euro l’anno prossimo per i Paesi della regione che vogliono attuare gli accordi raggiunti. “Questi non sono prestiti ma sovvenzioni”, ha aggiunto Rama.

Il Ministro si è poi rivolto alle autorità di Pristina dicendo che “se il Kosovo ha bisogno di rispetto, integrazione, sviluppo economico, questa è la strada. Ci siamo riuniti per costruire un ponte tra il passato che ci divide e il futuro che ci unisce. Il costante rifiuto da parte delle autorità kosovare di partecipare al tavolo dei leader dell’iniziativa è qualcosa che non capisco davvero” ha concluso, osservando che tutti i Paesi sono obbligati a superare il passato e garantire pace e prosperità.

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