L’Occidente sta spingendo i Balcani nelle mani di Mosca, Pechino e Ankara

L’Unione europea non offre più una prospettiva convincente di allargamento nei Balcani, cosa che diminuisce l’influenza occidentale e rafforza l’influenza di altri Paesi, riporta il quotidiano svizzero “Neue Zürcher Zeitung”.

Solo una settimana dopo che l’UE ha respinto l’avvio dei negoziati con l’Albania e la Macedonia del Nord a causa del veto francese, la Premier serba Ana Brnabic ha firmato un accordo di libero scambio con l’Unione Economica Eurasiatica per conto della Serbia.

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Sempre il quotidiano osserva che non vi è dubbio che “l’UE e l’Occidente hanno perso in modo significativo la fiducia e il potenziale di influenza nei Balcani” e ciò ha consentito una maggiore influenza da parte di Russia, Cina e Turchia.

Si ricorda che la Russia è prima di tutto popolare tra gli ortodossi e che si presenta come “custode dei valori conservatori e un contrappeso al decadente Occidente”, che la Turchia è affiliata ai musulmani, che la “Turkish Airlines” ha un collegamento con la regione migliore rispetto a qualsiasi altro vettore e che le soap opera turche sono estremamente popolari, così come la Cina agisce principalmente come investitore.

“Il rafforzamento dell’influenza di questi Paesi è pieno di rischi reali per i Balcani. Mosca sta lottando contro il rafforzamento dell’influenza occidentale nella regione, in particolare l’influenza della NATO. La Russia è in grado di strumentalizzare le linee di demarcazione storiche e l’instabilità latente della regione (…) Ankara in un certo senso “sta esportando il suo concetto di stato di diritto ed è sempre più esigente nella ricerca di assistenza per perseguire gli avversari del suo governo (…) Infine i progetti su larga scala finanziati dalla Cina, spesso attraverso la corruzione, hanno il potenziale per minare lo stato di diritto”.

Tuttavia, il “Neue Zürcher Zeitung” non considera molto alte le possibilità che i Paesi dei Balcani si rivolgano a Mosca o ad Ankara, osservando che il loro commercio estero con la Russia è solo del 6%, mentre il commercio con l’Unione europea è del 73,5%.

Si afferma inoltre che la stragrande maggioranza della popolazione aspira allo stile di vita occidentale, che è anche evidente nel fatto che le persone di questi paesi si spostano in Occidente, non in Russia, e che anche in Serbia, tradizionalmente amica della Russia, il 45% della popolazione è a favore dell’Unione europea e solo il 17% è per l’adesione all’Unione Eurasiatica dominata dalla Russia.

Il quotidiano svizzero sottolinea inoltre che Mosca, Ankara e Pechino non agiscono insieme ma hanno interessi diversi nei Balcani.

“Ma anche se non si trova ad affrontare una forte concorrenza da est, l’Occidente sta perdendo nei Balcani quelle parti della popolazione locale che vorrebbero modernizzare e democratizzare i loro Paesi. Poiché in futuro sarà ancora più difficile far avanzare valori come lo stato di diritto, la democrazia e un’economia di mercato liberale, i quali porterebbero alla stabilizzazione a lungo termine della regione più colpita dai conflitti in Europa”.

http://novimagazin.rs/vesti/zapad-gura-balkan-u-ruke-moskvi-pekingu-i-ankari—pise-vajcarski-list

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