Lo svizzero “Weltwoche”: “Serbi popolo di eroi”

L’ultimo numero della rivista svizzera “Weltwoche” ha presentato i serbi come un popolo eroico che si è sacrificato per l’Europa, affermando che quasi nessun’altra nazione europea negli ultimi tre decenni è stata criticata così brutalmente nell’Europa occidentale come la Serbia. Nel testo intitolato “I serbi, popolo di eroi”, il settimanale ricorda che la storia della nazione è piena di lotte e di sconfitte, ma l’Europa ha molto da ringraziare per la prontezza dei serbi a sacrificarsi.

Si fa notare che per la maggior parte dei commentatori il popolo serbo è la principale causa delle recenti guerre nei Balcani, ricordando che il premio Nobel austriaco Peter Handke, quando ha cercato giustizia per i serbi, è stato esposto a un vero e proprio “tsunami” di attacchi, soprattutto in Germania e Francia.

Il giornale afferma che molti serbi si sentono giustamente incompresi e lasciati soli, e a questo proposito afferma che i serbi erano già descritti come persone barbare e cattive nella monarchia austro-ungarica e nel Reich tedesco prima della prima guerra mondiale, additati come il popolo “assassino del re”.

Tuttavia, ricorda il giornale, molti svizzeri li vedono con occhi diversi: l’infermiera Louise Probst, che si è occupata dei feriti a Belgrado per tre mesi, ha descritto i serbi come un popolo che ha combattuto per la libertà, disponibile e molto gentile, e un professore di criminologia a Losanna all’inizio della prima guerra mondiale riferiva di indescrivibili crimini di guerra delle truppe austro-ungariche contro i serbi.

Lo scritto sottolinea inoltre che i serbi vivono da secoli in un ambiente di guerra, al crocevia tra Occidente e Oriente, e torna persino alla battaglia in Kosovo del 1389, ricordando il rammarico dello storico Heinrich Gelzer per la perdita dei Serbi dell’epoca, “il popolo più nobile di tutti gli slavi”.

Si ricorda inoltre che nessuna nazione ha combattuto contro il dominio ottomano più a lungo dei serbi, sebbene lo Stato serbo sia scomparso dalle mappe geografiche per 350 anni, e che grazie al lavoro incrollabile della Chiesa ortodossa serba, al forte impegno per la tradizione e ai ricordi di precedenti epoche eroiche, i serbi non si sono mai arresi all’occupazione.

Sostenendo gli austriaci, i russi e altri nella lotta contro i turchi, i serbi si sono liberati dagli occupanti con molteplici vittorie sui turchi, ricorda il giornale. Inoltre, riferendosi alla seconda guerra mondiale, quando la Germania occupò la Serbia nel 1941, si fa notare che la “Repubblica di Užice” ottenne la prima liberazione di un territorio occupato dai nazisti in Europa, e il popolo serbo con 1,7 milioni di vittime, cioè il 10% della popolazione di allora, ha subito le maggiori vittime nella seconda guerra mondiale in Jugoslavia.

Parlando delle guerre alla fine del XX secolo nell’ex Jugoslavia, “Weltwoche” afferma che tutte le parti hanno commesso crimini e che la violenza etnica è una conseguenza di controversie, persecuzioni e crimini perpetrati a lungo termine nella regione.

Švajcarci napisali sjajan tekst o Srbima i poslali snažnu poruku svetu

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