Lo Stato serbo danneggiato per 100 milioni di euro

Il Comitato per la lotta contro la corruzione ha stimato in 100 milioni di euro il danno subito dallo Stato serbo a causa della vendita dell’azianda di idrocarburi Beopetrol alla russa Lukoil. Il membro del Consiglio, Jelisaveta Vasilic, dice che il rapporto sulla privatizzazione di quella società e’ stato consegnato al Governo di Serbia.

Il Consiglio ha consegnato il rapporto sulla privatizzazione di Beopetrol al Governo di Serbia il 30 settembre di quest’anno ma, secondo quanto ha detto, visto che il governo non ha reagito entro otto giorni, il rapporto e’ stato pubblicato sul sito di questa istituzione. La Vasilic ha spiegato che il pacchetto delle azioni della proprieta’ pubblica della Beopetrol è stato venduto attravrso gara d’appalto e che il contratto comprendeva il prezzo di compravendita, gli investimenti e il programma sociale. Il prezzo di compravendita è stato pagato, rimane in questione il programma d’investimento di 85 milioni di euro. Nel rapporto del Consiglio è evidenziato che l’acquirente Lukoil aveva un obbligo ad investire 85 milioni di euro nella modernizzazione della società, altri otto milioni nel programma sociale e di assicurare tutti questi obblighi con la garanzia bancaria. Pero’,  la Lukoil ha presentato una garanzia solo per 41 milioni di euro ed ha preso prestiti per altri 117,2 milioni di euro. “Il Consiglio ritiene che il programma d’investimento non sia stato effettuato, cioe’ che non siano stati versati 85 milioni di euro nei termini del programmma di investimento”, ha sottolineato la Vasilic all’agenzia Tanjug. Ella ha aggiunto che l’acquirente Lukoil non aveva il denaro per gli investimenti e che dalla societa’’ Beopetrol che ha comprato ha ottenuto un prestito di 105 milioni di euro ed un altro di 10,2 milioni di euro. Questo significa, per quanto ha detto ella , che la Beopetrol ha investito in se stessa e non l’acquirente, perche’ l’acquirente non aveva il denaro. La Vasilic ha sottolineato che il problema piu’ grande è che dal rapporto dell’Agenzia per la privatizzazione non si poteva determinare se il denaro e’ stato destinato agli investimenti. “Questo significa che quello che doveva essere un investimento  come la costruzione delle nuove stazioni di gas, i software ed i bagni, non risulta realizzato. Lo ha scritto anche l’Agenzia nel suo rapporto”, ha sottolineato la Vasilic.

La Vasilic ritiene e che lo Stato abbia subito un danno  dell’intero importo del prestito perche’ la Lukoil non restituera’ il denaro a nessuno, ne’ allo Stato, ne’ ai lavoratori, ne’ agli azionisti. Il Consiglio ha determinato che c’e’ stato un altro pagamento alle societa’ Inkonex-com di Belgrado e alla Giovelo trading ltd dalle Isole Vergini Britanniche per dei lavori inesistenti. Dalla Lukoil e’ stato detto che per ora non vogliono fare com menti su questo argomento.

(B92, 14.10.2013)

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