Lo stato comatoso dell’economia serba

Nel 2014 erano attive 120.852 società commerciali, secondo quanto riportato dal documento finalmente pubblicato circa l’economia delle aziende dell’anno scorso. I dati presso l’Agenzia per i registri commerciali sono stati consegnati da 96.352 società, ma indicativamente sono circa 24.500 le aziende che non hanno presentato la documentazione. I dati circa i loro affari hanno intensificato la negatività delle valutazioni riguardanti il funzionamento complessivo dell’economia delle aziende.

Il numero totale di queste società impiegava 976.061 lavoratori in tutto, ovvero 18.839 persone in meno rispetto l’anno scorso

E’ interessante che nel settore del commercio lavorino 32.911 aziende ovvero il 35,1% del totale, mentre nella produzione industriale sono 16.783, ovvero il 17,9%.

In Serbia, inoltre, lavorano 83.386 microimprese che danno lavoro a un quinto del totale dei lavoratori. Le piccole imprese rappresentano il 9,4% del numero totale e per esse lavorano 266.411 persone, ovvero il 27,3% del totale dei lavoratori. Nel 50% delle grandi aziende, sono impiegate 304.608 persone. Il numero di aziende senza impiegati, un fenomeno tutto serbo, è aumentato, passando dai 27.055 del 2013 a 27.617 nel 2014, e addirittura 9.519 aziende di questo tipo lavorano nel settore commerciale.

Al peggioramento della performance finanziaria dello scorso anno hanno contribuito la diminuzione della domanda aggregata, l’indebolimento delle attività di credito ed investimento, così come la riduzione delle esportazioni, per la quale l’economia ha ripreso la strada della recessione con una caduta sensibile del PIL dell’1,8%

L’economia serba nel 2014 ha avuto entrate per un totale di 8.942,8 miliardi di dinari ed uscite pari a 9.025,8 miliardi.

“L’alto indebitamento dell’economia domestica ed il movimento del tasso di cambio hanno contribuito ad una crescita significativa degli interessi e degli effetti negativi della clausola di rivalutazione monetaria, così che le già alte uscite sono ulteriormente aumentate del 51,1%, e la perdita su base finanziaria è incrementata 2,3 volte rispetto all’anno scorso ed ammonta a 273,8 miliardi di dinari”, come viene riportato nell’analisi. Le perdite dell’economia serba alla fine dell’anno scorso hanno raggiunto il valore di 3.282 miliardi di dinari, ovvero il 13,8% in più rispetto l’anno precedente. Di questi, 1.439 miliardi sono perdite superiori al capitale, e sono aumentati del 25% rispetto all’anno scorso. Le perdite riguardano 42.098 società, delle quali ben 24.979 sono le società che hanno lavorato con perdite che superavano il valore del capitale sociale.

Il risultato positivo dell’economia è stimato in 370 miliardi di dinari, ovvero una crescita del 4,6%, ma è annullato dalle perdite delle attività finanziarie. Le uscite finanziarie sono aumentate del 51,1% e ammontano a 508.595 milioni di dinari mentre le entrate sono cresciute del 7,6% e ammontano a 234,7 miliardi. Dunque, il risultato negativo a livello finanziario è 2,3 volte maggiore rispetto all’anno scorso ed ammonta a 273,9 miliardi.

L’instabilità della valuta si è riflessa attraverso le differenze di cambio per un totale di 246 miliardi di dinari. Queste costituiscono metà delle perdite finanziarie. Tuttavia, tra le entrate finanziarie si registrano anche 87,3 miliardi di differenze di cambio positive.

Mentre, solo 38,2 miliardi è l’importo risultato dal ricalcolo contabile del valore avanzato dalla delimitazione dell’effetto netto delle differenze di cambio e delle clausole di rivalutazione monetaria concordate negli anni precedenti.

A causa dell’alto indebitamento dell’economia, gli interessi passivi sono cresciuti del 14% ed ammontano a 145 miliardi. Dunque, il risultato finanziario negativo non è frutto di differenze di cambio negative, come è stato interpretato da alcune autorità, ma è anche il risultato di altri trend negativi. E qualunque siano le ragioni, le perdite sono quattro volte maggiori rispetto l’anno scorso.

Come conseguenza dell’incremento del finanziamento da fonti esterne, il livello totale di indebitamento dell’economia è aumentato dall’1,75% dell’anno scorso all’1,94%. Le aziende hanno lavorato con un capitale di esercizio negativo che è maggiore del 55% rispetto l’anno scorso ed ammonta a circa 960 miliardi di dinari.

A confermare l’agonia dell’economia c’è anche il fatto che nel 2014 ben 20.424 aziende sono state bloccate per oltre 90 giorni, e queste contribuiscono a quasi un quarto della perdita netta, considerato che danno lavoro a 146.893 lavoratori il cui destino rimane incerto.

Le rose non sono fiorite nemmeno per le aziende statali, ma le loro perdite ammontano a 42,4 miliardi di dinari ed è inferiore del 13,4%.

Gli imprenditori aspettano una seduta straordinaria del goveno nella quale si discuta della situazione eccezionalmente difficile dell’economia. Qualora non si reagisse con emergenza a dati preoccupanti che possono diventare sempre più drammatici, si arriverebbe al totale collasso dell’economia e ad una serie di indesiderabili problemi di carattere sociale. Gli imprenditori invitano gli esperti affinché leggano il contenuto del più importante report economico-finanziario e lo analizzino di modo da poter dare degli indirizzi specifici per urgenti misure necessarie a salvare quel che si può ancora salvare. Il tempo a disposizione è quasi finito.

(Danas, 04.11.2015.)

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