L’Italia si conferma maggior investitore straniero in Serbia

Negli ultimi dieci anni, le aziende del nostro Paese hanno investito più di due miliardi di euro, aprendo 500 società che danno lavoro a oltre 30.000 persone.

I dati sono stati forniti durante la conferenza organizzata dalla Regione Friuli in occasione della firma di tre accordi con lo Stato serbo, occasione durante la quale si è discusso – tra le altre cose – degli aspetti positivi e negativi delle esperienze locali degli imprenditori italiani. Antonio Scoro di Confindustria Serbia ha detto che “diamo lavoro a una ventina di persone qui a Belgrado. Vogliamo crescere. Ci sono degli ostacoli; ci sono ovunque, anche qui, soprattutto quando si tratta di regolamenti e leggi nei settori del lavoro e delle politiche fiscali, che potrebbero essere migliori, ma vediamo che ci si sta lavorando su. L’Ambasciatore Manzo ha affermato che l’Italia investirà nel futuro della Serbia: “L’Italia ha assunto la presidenza UE; la Serbia deve rilanciare la propria economia, e tale crescita è la priorità anche della guida italiana”.

Negli ultimi dieci anni, le esportazioni serbe in Italia sono aumentate di cinque volte. A questo risultato ha contribuito fortemente la Fiat. Affinché la tendenza prosegua, il Governo annuncia l’avanzamento delle riforme. “L’obiettivo dello Stato è che gli investitori siano soddisfatti dei loro affari. Per questo il Governo annuncia una serie di riforme che saranno presto attuate”, ha dichiarato la Ministra Mihajlovic, la quale ha ribadito che da parte italiana “c’è grande interesse per progetti nei settori delle infrastrutture, dell’energia e, soprattutto, delle fonti di energia rinnovabile”. La Milhajlovic ha precisato che il Ministero di cui è al vertica ha preparato un piano dei progetti prioritari, come le concessioni per le strade Belgrado-Zrenjanin e Pozega-Boljare.

(RTS, 09.07.2014)

 

 

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