L’Italia contribuisce allo sviluppo energetico serbo

L’Italia è interessata a collaborare con i Paesi dei Balcani per il miglioramento della difesa dell’ambiente e lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile.

Si è aperta a Belgrado la conferenza “Tecnologie ambientali e fonti di energia rinnovabile nel territorio dei Balcani”: organizzata nell’ambito di un progetto di sviluppo e ricerca a cui contribuisce il Governo italiano, la manifestazione dura due giorni e vede la partecipazione di numerose imprese e istituzioni del nostro Paese. In apertura, il vicepresidente della camera di Commercio serba, Rasa Ristivojevic, ha prospettato agli imprenditori italiani i vantaggi di un investimento nel proprio Paese, favoriti dalle agevolazioni offerte dallo Stato e dalle Amministrazioni locali; egli ha anche ricordato che già più di 600 imprese italiane lavorano in Serbia.

Alla conferenza è intervenuta anche la rappresentante del Ministero italiano dell’Economia, Tiziana Vecchio, che ha parlato della legge 84 che riguarda lo sviluppo dei Balcani e grazie alla quale sono stati attivati due progetti in zone franche della Serbia (Krusevac e il porto fluviale di Novi Sad). Vecchio ha ricordato i grandi investimenti italiani nel settore energetico in Serbia: fra questi vi è la ricostruzione della centrale idroelettrica Kolubara B, investimento comune di EPS (la società pubblica serba di produzione elettrica) e Seci Energia. In accordo con la direttiva 8 della UE, è stato avviato anche un progetto congiunto con il Montenegro, mentre le attività di quest’anno sono focalizzate soprattutto sulle fonti di energia rinnovabile.

La rappresentante del Ministero serbo dell’Energia, Sviluppo e Ambiente, Tanja Stojanovic, ha parlato agli imprenditori italiani della legge che regola il settore delle fonti di energia rinnovabile, ricordando che è in corso la discussione sulla nuova “Strategia di sviluppo energetico fino al 2025”. Con il nuovo piano di azione nazionale per le fonti di energia rinnovabile è previsto che l’energia “verde” contribuisca per il 27% alla produzione totale di energia del Paese: la quota è raggiungibile, visto che il potenziale delle fonti rinnovabili equivale a 5,6 milioni di tonnellate di petrolio, dei quali si utilizza solo il 35%, ha detto Stojanovic, ribadendo che il potenziale maggiore è quello delle biomasse e dell’energia idrica.

(Tanjug, 15.10.2013)

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