L’inglese “The Economist”: “Boom tecnologico imprevisto in Serbia”

La tecnologia digitale è attualmente l’industria serba in più rapida crescita, e il prossimo passo potrebbe essere la produzione di litio, scrive il settimanale economico britannico “The Economist”. In un articolo intitolato “Boom tecnologico imprevisto in Serbia”, rileva che alcune buone notizie arrivano dalla Serbia a favore di un’Europa verde, e osserva che “la Serbia si trova in uno dei più grandi depositi di litio del continente, che rappresenta la base fondamentale per la fabbricazione di batterie per auto elettriche”.

Il quotidiano afferma che il settore tecnologico rappresenta almeno il 6,0% del prodotto interno lordo della Serbia e dà lavoro a circa 45.000 persone. “Negli ultimi sei anni le società straniere hanno speso più di 500 milioni in società startup serbe”, dice Zoja Kukic della “Digital Serbia Initiative” (DSI).

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Si stima che le esportazioni del settore IT dello scorso anno abbiano raggiunto gli 1,4 miliardi di euro (1,5 miliardi di dollari), in aumento del 55% rispetto al 2017. Il giornale cita anche le parole di Nebojsa Djurdjevic, capo della DSI, che afferma che la cifra reale potrebbe essere molto più elevata in quanto vi sono circa 10.000 liberi professionisti che spesso fanno affari da soli e i cui pagamenti sono a carico di aziende stabilite all’estero.

“I serbi istruiti se ne vanno dal Paese in modo massiccio, ma non lo fanno se lavorano nel settore della tecnologia. È uno dei pochi settori che attira persone qualificate e le fa tornare a casa. Molti dei massimi dirigenti del settore, tra cui Dragan Tomic, che gestisce il “Microsoft Development Center” a Belgrado, sono serbi della diaspora che sono tornati a casa con competenze informatiche, contatti e capitale”, indica il testo.

In questo contesto, si afferma anche che dei 70 compagni di Nebojsa Djurdević, laureatosi in elettronica nel 1990, circa 40 sono rimasti in Serbia, e che dieci sono ritornati.

L'”Economist” sottolinea inoltre che il governo serbo ha investito 79 milioni di dollari in infrastrutture digitali, e sta riformando il quadro normativo fornendo agevolazioni fiscali per attrarre investimenti.

“I codici di programmazione vengono ora insegnati nelle scuole elementari. Il sistema educativo del Paese forma ogni anno 5.000 laureati per i lavori tecnologici. Lo sviluppo delle “blockchain” e dei videogiochi costituisce già gran parte dell’economia digitale serba”, continua l’analisi.

Si aggiunge che “Top Eleven”, un gioco del calcio prodotto dalla “Nordeus”, la più famosa società tecnologica in Serbia, ha 219 milioni di utenti registrati. E si sottolinea che la tecnologia finanziaria, la biotecnologia e l’intelligenza artificiale (AI) stanno diventando sempre più importanti in Serbia anche se attrarre investitori locali in questi settori è ancora difficile.

Sebbene la tecnologia digitale sia attualmente l’industria serba in più rapida crescita, quella del litio potrebbe essere la prossima, in quanto la società “Rio Tinto” ha investito 200 milioni di dollari nell’esplorazione di una località vicino a Loznica.

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