L’industria delle armi serba raddoppia le esportazioni

La “Zastava Armi” realizzerà quest’anno esportazioni per un valore di 102 milionid i dollari e ha già completato la metà delle commesse in portafoglio.

L’industria degli armamenti serba può essere uno dei fattori per la reindustrializzazione del paese, ha commnetato il ministro della difesa Branislav Gasic nel corso della sua visita alla fabbrica “Zastava Armi” di Kragujevac, dove ha anche affermato che il totale delle esportazioni serbe quest’anno dovrebbe arrivare a quasi 720 milioni di dollari.

“Quattro anni fa questa fabbrica perdeva 1,5 miliardi di dinari e quest’anno potrebbe concliudere l’anno con un utile di circa 400 milioni di dinari”, ha sottolineato il ministro della difesa, il quale ha garantito che il Governo continuerà a investire nella fabbrica di Kragujevac per rinnovare il parco macchinari, in particolare 4 milioni saranno di natura pubblica mentre 1,6 milioni di euro saranno investimenti diretti della Zastava.

“Il processo di modernizzazione dei macchinari è fondamentale in tutta la nostra filiera degli armamenti perché negli ultimi anni i nostri partner si sono spesso lamentati per la qualità dei nostri prodotti”, ha detto Gasic, rifiutandosi comunque di specificare i dettagli dei reclami.

Il Ministero della Difesa serbo ha pianificato di investire 76 milioni di euro nel miglioramento e rinnovamento dell’industria degli armamenti nazionale e di inserire in essa 200 figure altamente qualificate in sostituzione dei tecnici che sono andati in pensione in questi anni. La Zastava Armi occupa attualmente 2000 dipendenti e 300 collaboratori. “Abbiamo bisogno di figure qualificate, ma queste non si creano in una notte, nel nostro campo degli armamenti”, ha dichiarato il direttore della fabbrica Milojko Brzaković, ricordando che lo stipendio medio oggi si aggira attorno ai 50.000 dinari.

La Zastava Armi ha già contratti di fornitura per il 2016 e sta preparando il piano di produzione per il 2017. Vi sono piani per accordi con vari partner esteri, tra cui l’italiana Beretta, non appena passerà la nuova legge sugli investimenti esteri nel settore militare.

(Politika, 06.10.2015)

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