L’indonesiana “Etira” apre a Kovin in Vojvodina

Il più grande produttore di funghi dell’Indonesia , la società familiare ” Etira” (PT. Eka Timur Raya) grazie alla  società controllata in Serbia “Delta Danube” ha acquistato circa 7 ettari di terreno nell’area industriale di Kovin in Vojvodina.  Per la costruzione e l’attrezzaggio della fabbrica è stato pianificato un investimento di circa 9 milioni di euro, mentre la società indonesiana assumerà circa 350 lavoratori .

Alla firma del contratto tra il comune di Kovin e gli investitori indonesiani ha partecipato l’ambasciatore di Indonesia a Belgrado Harry R.J. Kandou. Il contratto di locazione a 49 anni, con tutti gli altri elementi di questa cooperazione tra due imprese, a nome del comune di Kovin è stato firmato  dal presidente del comune Sanja Petrovic, nonché dal direttore della società “Delta Danube” Nebojsa Panic.

Entrambe le parti hanno espresso soddisfazione perché finalmente i giovani e i disoccupati  avranno la possibilità di trovare un posto di lavoro, esprimendo anche la convinzione che questo sarà solo l’inizio di una futura cooperazione e di ulteriori investimenti.

Si prevede che la prima fase degli investimenti costerà di circa 3 milioni di euro e all’inizio della produzione saranno assunti circa 150 dipendenti. Entro la fine di quest’anno si prevede di iniziare la prima raccolta di funghi, così come il loro trattamento per la rivendita e per l’esportazione. “Gli investimenti proseguiranno poi verso l’obiettivo di una capacità di circa 25 tonnellate di funghi al giorno”, ha rimarcato il direttore della “Delta Danube” Nebojša Panic. L’ ambasciatore dell’Indonesia e i rappresentanti degli investitori hanno espresso la loro gratitudine verso i dirigenti del comune Kovin perché hanno reso possibile la concretizzazione di questo progetto, come anche  al Governo e ai cittadini della Serbia, perché  esprimono l’atteggiamento estremamente amichevole verso gli imprenditori e verso la gente dell’Indonesia, il che offre spazio per portare anche  altri investitori in Serbia.

Ekapija/ Dnevnik 21.05.2015

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