Licenziamenti nel settore pubblico: la sfida maggiore per il nuovo governo

“La nostra strada non sarà facile”, ha detto Aleksandar Vucic, il leader del Partito del progresso serbo (SNS), rispondendo alla domanda quali saranno i primi compiti del nuovo governo. Se si tiene in riguardo il Memorandum della politica economica che Vucic, in qualità del primo ministro, ha stipulato con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), nell’ordine del giorno del nuovo premier ci saranno compiti più difficili, quali i licenziamenti dei dipendenti nel settore pubblico, la conclusione del processo di privatizzazione e di ristrutturazione delle imprese statali, che potrebbe implicare la chiusura di molte di esse.

Tutto questo avrà effetto sul destino di decine di migliaia di persone oggi occupate da aziende di proprietà statale o dagli enti locali. Solo nell’amministrazione statale e nelle aziende pubbliche comunali, il numero dei dipendenti dovrebbe ridursi di 35.000 unità. Sicuramente, si rinvieranno alcune scadenze, perchè all’inizio di febbraio bisognava licenziare 14.000 persone, il che non è successo. Inoltre, si sa che le “Ferrovie della Serbia” devono licenziare minimo 2.700 persone, mentre nell’EPS (l’ente elettrico di stato) c’è un esubero di 1.000 dipendenti.  

Un’altra sfida per il nuovo primo ministro sarà il 28 maggio, quando bisogna decidere sul destino di 11 aziende strategiche in processo di riorganizzazione, che danno lavoro a 21.483 dipendenti. Per queste aziende l’FMI ha previsto solo due soluzioni: vendita o fallimento.

Tuttavia, Miladin Kovacevic, esperto per l’analisi e tendenze macroeconomiche, ritiene che il nuovo governo si è assicurato un certo spazio per le manovre grazie a tutto quello fatto negli ultimi due anni. “Credo che per i risultati realizzati finora il Fondo Monetario non sarà tanto rigido. Il nuovo governo dovrà confrontarsi con quattro problemi. Il primo è la conclusione del processo di riorganizzazione delle aziende pubbliche. L’Acciaieria di Smederevo non è più problema, però la situazione nel Bacino Mineraio Bor, nella miniera “Resavica”, nell’azienda farmaceutica “Galenika”, nell’industria di mobili “Simpo”, nella raffineria “Petrohemija”, nell’azienda di veicoli pesanti FAP  e nelle altre aziende statali si deve risolvere. Per alcune di queste aziende bisogna trovare un partner strategico, il che richiede tempo. Credo che l’FMI avrà comprensione”, è convinto Kovacevic. 

“La seconda sfida per il nuovo governo sarà il consolidamento e trasformazione di un paio di aziende pubbliche. Sono più importanti le riforme nell’EPS, in “Srbijagas” e nelle “Ferrovie della Serbia”, ha detto Kovacevic. Per capire quanto sono complessi questi problemi, Kovacevic ha indicato che le sovvenzioni per le ferrovie (17 miliardi di dinari) sono maggiori di quelle per l’intera economia serba (15 miliardi di dinari).

“La terza sfida sarà la riforma strutturale nel settore pubblico, in particolare nel settore di educazione e nel settore sanitario, dove ci sono quasi 300.000 dipendenti. Bisogna fare una razionalizzazione, ma anche aumentare l’efficienza e la produttività”, ha detto Kovacevic.

“La quarta e l’ultima sfida per il nuovo governo sarà la continuazione delle riforme del sistema pensionistico e della previdenza sociale”, ha spiegato Kovacevic.

Milojko Arsic, professore della Facoltà di Economia, ritiene che la sfida per il nuovo governo oltre a quelle sopraindicate, sarà di non debitarsi ulteriormente e di diminuire il deficit del bilancio statale. “Il nuovo governo dovrebbe anche far evolvere le istituzioni, il sistema giudiziario e il catasto per migliorare l’ambiente per gli investimenti e per il risparmio”, ha detto Arsic.

Pavle Petrovic, il presidente del Consiglio Fiscale, ha detto che il nuovo governo non può rilassarsi perchè bisogna velocizzare le riforme, procedere alla razionalizzazione del settore pubblico e alle privatizzazioni, mentre non dovrebbe aumentare gli stipendi e pensioni. “Le elezioni sono state convocate con l’intenzione di ottenere un nuovo mandato per implementare le riforme e consolidamento fiscale. Ora aspettiamo una continuazione forte del processo di riforme, in particolare delle riforme delle aziende pubbliche”, ha detto Petrovic, ricordando che queste aziende non pagano i contributi e le tasse, i debiti per energia elettrica e gas, nonchè hanno causato illiquidità perchè non pagavano neanche i fornitori privati.

Petrovic, parlando del deficit pubblico, ha confermato che esso si è ridotto significativamente, però non è ancora arrivato ad un livello per cui si potrebbe fermare la crescita del debito pubblico. “Quindi, ci sono altri due anni per diminuire il deficit e le misure principali per farlo sono gli stipendi e pensioni che non devono essere aumentati”, ha detto il presidente del Consiglio Fiscale. 

Secondo Petrovic, l’altra soluzione al problema relativo al deficit statale sono i licenziamenti e la razionalizzazione del settore pubblico, che rappresenta circa 500.000 occupati. “La nostra valutazione è che non si potrebbero licenziare tante persone quanto si pensava all’inizio, perchè non è reale licenziare 75.000 persone in tre anni, ma circa 30.000-35.000 persone”, ha detto Petrovic.

(Politika, 27.04.2016.)

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