Licenziamenti di massa nel settore IT

L’ondata di chiusure è stata avviata dall’italiana Lottomatica, che a metà marzo ha chiuso l’intera filiale in Serbia, licenziando 348 dipendenti in un solo giorno.

Sono seguiti i licenziamenti nella società Block, quindi la chiusura dell’ufficio di Zendesk a Belgrado, dove lavoravano circa 60 persone. Secondo quanto riferito dai dipendenti, anche Playstudios sarebbe in procinto di cessare le attività nel Paese.

Le ragioni indicate per una fine così improvvisa e simultanea di ben quattro aziende appartenenti a uno dei settori più dinamici dell’economia serba spaziano dall’ottimizzazione delle attività a un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale, dalla riduzione o abolizione degli incentivi per questo comparto fino all’aumento del costo del lavoro.

Il direttore del Cluster ICT della Vojvodina, Milan Šolaja, afferma che, secondo i dati disponibili, hanno perso il lavoro 348 dipendenti di Lottomatica/PWO; Zendesk (l’ex Tymeshift di Novi Sad) ha licenziato circa 60 persone, mentre per Playstudios il numero non è ancora stato ufficialmente confermato, ma si stima in alcune decine. “Block è una vicenda globale: 4.000 licenziamenti su oltre 10.000 dipendenti, di cui il numero relativo alla Serbia non è noto. Complessivamente, in modo approssimativo, tra i 450 e i 550 posti di lavoro in una decina di giorni“.

Ognuna di queste decisioni ha avuto una propria logica. Nel caso di Lottomatica si tratta di una classica razionalizzazione post-acquisizione: dopo l’acquisto di SKS365 per 639 milioni di euro, il team di Belgrado ha lavorato per due anni alla migrazione della piattaforma ed è stato sciolto una volta concluso il progetto. L’intelligenza artificiale è presente nella strategia aziendale, ma non rappresenta la causa diretta di questi licenziamenti, spiega Šolaja. Zendesk, che nel 2023 ha acquisito Tymeshift di Novi Sad, sta ora chiudendo quell’ufficio a causa di una combinazione tra ciclo post-acquisizione e pressione dell’automazione nel settore dell’assistenza clienti.

“Block rappresenta invece un caso strutturale: risultati finanziari positivi, crescita dei ricavi del 24% annuo, ma nonostante ciò licenzia il 40% del personale e dichiara apertamente che l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di gestire l’azienda. Il mercato ha reagito con un aumento del valore delle azioni del 24%, il che è forse il dato più sconfortante, perché l’efficienza ottenuta tramite la razionalizzazione del personale diventa una strategia premiata“, afferma l’interlocutore.

Per quanto riguarda le cause principali, Šolaja sottolinea che l’intelligenza artificiale rappresenta una pressione reale, non un pretesto. L’assistenza clienti, il QA, la migrazione dei dati e attività simili sono già ampiamente soggetti all’automazione, e questo processo è destinato ad accelerare. D’altra parte, l’abolizione degli incentivi per i cosiddetti “nuovi residenti” non può essere, a suo avviso, una causa diretta di questi licenziamenti. “Stimo che nell’intero settore IT i “nuovi residenti” rappresentino circa il 2%, ossia tra 1.400 e 1.600 persone. Nessuna di queste aziende ha lasciato il Paese per l’impatto economico della revoca degli incentivi. Ciò che questa decisione ha prodotto è piuttosto un danno reputazionale, non materiale: il messaggio che l’ambiente imprenditoriale è imprevedibile. La durata di questi sussidi era stata garantita fino al 2029, ma sono stati aboliti senza alcun preavviso, a cui si aggiunge il mancato pagamento dei debiti relativi al periodo 2023-2024, pari a milioni di euro. Tutto ciò invia un segnale chiaro alle aziende“, spiega il direttore del Cluster ICT della Vojvodina.

Il direttore dell’Associazione IT serba, Marko Vučetić, ha dichiarato che il ritiro di queste aziende non rappresenta una sorpresa, sottolineando che già dallo scorso anno avevano avvertito che le imprese avrebbero rivalutato la convenienza di proseguire le attività in Serbia, dopo l’abolizione degli incentivi. Ha aggiunto che esiste il timore che questo non sia l’elenco definitivo e che, alla luce del clima attuale nel settore IT, potrebbero esserci ulteriori uscite.

(Dnevnik, 26.03.2026)
https://www.dnevnik.rs/biznis/it-svet/surova-strategija-stranaca-masovni-otkazi-domacem-it-sektoru-cetiri-giganta-zatvorila-vrata-10-dana-500-programera-ostalo-na-ulici-2026-03-26

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One Reply to “Licenziamenti di massa nel settore IT”

  1. cosimo ha detto:

    Opero nel settore iGaming con un’azienda a Belgrado dal 2013, con circa 25 dipendenti, quindi vivo in prima persona questa evoluzione.

    A mio avviso, il tema non è solo l’intelligenza artificiale o le dinamiche post-acquisizione. C’è anche una questione molto concreta di costo e competitività.

    Oggi, per un’azienda, il costo del lavoro in Serbia è diventato meno vantaggioso rispetto al passato. A fronte di uno stipendio netto di circa €1.000, il costo totale per l’azienda può arrivare a essere significativamente più alto a causa del carico fiscale e contributivo (che può superare il 60%). Questo incide direttamente sulla sostenibilità delle strutture locali.

    Allo stesso tempo, stanno emergendo alternative più flessibili. Ad esempio, in alcuni casi è diventato più conveniente collaborare con professionisti da altri Paesi (come il Sud Italia) che operano con regimi fiscali semplificati, riducendo il costo complessivo per l’azienda.

    Un altro fattore chiave è il cambiamento nelle modalità di lavoro: sempre più professionisti preferiscono il lavoro da remoto. Questo riduce ulteriormente il vantaggio di avere un hub fisico in una specifica location come Belgrado.

    A questo punto, la domanda che molte aziende si stanno ponendo è: qual è oggi il reale vantaggio competitivo di aprire o mantenere una struttura locale?

    Credo che il tema vada analizzato in modo più ampio, considerando non solo tecnologia e AI, ma anche fiscalità, flessibilità del lavoro e nuove dinamiche globali del talento.

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