Libertà di stampa: Vukasin Obradovic in sciopero della fame

L’ex presidente del NUNS e fondatore del settimanale Vranjske, la cui redazione ha chiuso i battenti lunedì, a causa di problemi finanziari, Vukasin Obradovic, ha iniziato uno sciopero della fame.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Beta martedì Obradovic ha intrapreso lo sciopero della fame “per attirare l’attenzione sull’inutilità della lotta per la libertà di stampa”. Obradovic si è poi barricato nei locali della redazione nel centro di Vranje. Davanti all’edificio locali si sono raccolti colleghi e amici, ai quali però il giornalista ha pregato di allontanarsi, sottolineando che si tratta di una sua “lotta” e di un’azione personale.

“Non voglio suscitare pietà, ma questa è la mossa di un uomo disperato che non vede un altro modo per porre fine alla sua carriera giornalistica, pur mantenendo al tempo stesso un minimo rispetto personale e la dignità necessaria a sentirsi un essere umano”, ha dichiarato.

Le parole di Obradovic sono contenute in una lettera inviata ai suoi colleghi dall’indirizzo e-mail della redazione di Vranjske, il giorno seguente l’annuncio della decisione di cessare l’attività del giornale, fondato da più di due decenni.

Obradovic ha aggiunto di non essere mai stato in grado di separare il giornalismo e Vranjske dal resto della sua vita, di non aver mai voluto piegarsi e comportarsi in modo differente, calpestando ciò per cui ha combattuto lungamente, sforzandosi di spingere i confini della libertà e della democrazia nella città di Vranje e in Serbia.

“Non ho avuto, purtroppo, molto successo in questo. Né io, né voi. Ed è giunto il momento di affrontare questo fatto: non ho l’illusione che questo atto possa cambiare qualcosa in questo paese sfortunato immerso nel disonore, nell’amoralità, nella prostituzione intellettuale e professionale. Non voglio nemmeno giocare a fare l’eroe, perché non sono solo, soprattutto, perché ho molta paura per il futuro dei miei figli, ma anche dei vostri. Ma la paura ancora più grande è che non posso aiutarli in ogni caso. Non chiedo il sostegno di nessuno. Considererò, anzi, simili offerte di aiuto come ipocrite, perché quando avevo senso, ho incontrato porte chiuse”, scrive Obradovic, aggiungendo che il suo è “solo un gesto di un uomo, giornalista, padre e marito disperato che non è in grado di affrontare la realtà cui tutti si abituano”.

“È proprio per la paura che io stesso possa affondare in questa vita quotidiana senza senso e perdere l’unica cosa che mi è rimasta, la dignità umana e professionale, che ho deciso di fare questo passo”.

Il fondatore di Vranjske ha aggiunto che “non ha e non avrà” niente da aggiungere o chiarire su questo argomento, e ha chiesto al pubblico di “rispettare la sua decisione”.

Lunedì era stato annunciato che l’edizione stampata del settimanale e il sito web sarebbero stati chiusi, in quanto la società che li pubblicava si trova di fronte al fallimento. Ufficiosamente, sembra che la ragione alla base della decisione fosse “una grave crisi finanziaria”.

Nel piazzale antistante il palazzo di governo della Serbia è stato organizzato un meeting “Io sto con Vranjska” ieri sera, tramite un appello pubblicato sulla pagina Facebook della Fondazione Slavko Curuvija: “Questo giornale ha studiato i legami tra politici, magnati e criminali di Vranje e dintorni per anni, e i suoi giornalisti sono stati colpiti duramente. La ragione della sua estinzione: pressioni finanziarie e politiche permanenti che Vranjska non può più affrontare”.

L’Associazione indipendente dei giornalisti della Serbia (NUNS) e l’Associazione indipendente dei giornalisti di Vojvodina hanno dichiarato che la chiusura del settimanale, reputato “tra i migliori e meglio considerati giornali locali in Serbia”, sarebbe “una conseguenza diretta della pressione politica esercitata a lungo termine sulla libertà dei media e delle terrificanti notizie per i professionisti dei media”.

NUNS e NDNV in una dichiarazione congiunta hanno sottolineato in particolare che i media locali sono esposti all’arbitrarietà dei politici locali e possono contare su un mercato molto limitato, in gran parte dipendente dalle autorità.

“In questa situazione, nessuno – né i cittadini, né il settore non governativo, né le organizzazioni internazionali – potrebbero sorprendersi se la Serbia si svegliasse molto presto una mattina senza alcun libero media professionale; speriamo che l’esodo di Vranjski non sia un segno che la libertà dei media, almeno a livello locale, ha subito una sconfitta definitiva sotto la pressione dalle autorità”. Inoltre nessuno viene mai considerato responsabile di attacchi e minacce ai giornalisti e ai media, mentre tribunali e polizia mostrano un’efficienza irragionevole quando si tratta di minacce e attacchi contro i rappresentanti del governo e dei media a loro vicini.

L’Associazione dei giornalisti di Serbia esprimendo solidarietà ad Obradovic, lo ha inoltre invitato a porre fine allo sciopero e a proseguire il proprio lavoro di giornalista e la lotta per la libertà dei media e per la dignità della professione: “L’UNS chiede all’Amministrazione fiscale di Vranje e della Serbia, i cui impiegati sono stati a lungo nella redazione di Vranjske, di annunciare urgentemente i motivi e le conclusioni del controllo di ispezione eseguiti sul giornale”.

L’UNS ha dichiarato che per anni è stato chiesto alle autorità di stabilire legalmente un’assegnazione obbligatoria del 2% da parte dei bilanci locali per il cofinanziamento dei contenuti multimediali.

Il Partito Democratico ha annunciato che il suo presidente, Dragan Sutanovac, come membro della presidenza del Partito dei socialisti europei, ha scritto ai colleghi della Presidenza PES sul caso dell’estinzione di Vranjske Novine. Šutanović ha scritto una lettera dello stesso contenuto al Parlamento europeo, al relatore per la Serbia, David McKalister, alla Commissione europea e alle organizzazioni sorelle a livello europeo.

Šutanović sostiene che i giornali di Vranje sono stati chiusi a causa della “forte pressione, persistente persercuzione, ricatti finanziari e campagne organizzate dal governo e dalle autorità locali”.

Dando notizia della decisione, Radio Free Europe ha ricordato come, all’inizio del 2003, Vranjske fosse stato tra i primi media in Serbia a denunciare casi di pedofilia nella Chiesa Ortodossa Serba, quando quattro uomini citarono in giudizio il vescovo di Vranjski Pahomija per blasfemia. I giornalisti di “Vranjska” sono stati tra i vincitori di tutti i premi rilevanti nel campo del giornalismo serbo, tra cui “Jug Grizelj”, “Stasa Marinkovic” e “Dusan Bogavac”.

Martedì, il think tank BIRODI ha affermato che la chiusura di Vranjske dimostra che è necessario “riesaminare il concetto per cui i media sono prevalentemente una cosa del mercato”, definendo i media liberi come “il pane della democrazia”.

Intervistato da N1 Obradovic aveva definito, nel luglio di quest’anno, il progetto di finanziamento dei media un processo frivolo, in quanto, a suo dire, in ambito locale la maggior parte dei fondi a disposizione viene comunque assegnata ai media vicini al regime. Una situazione, questa, che non cambierà con la nuova strategia dei media, in quanto qualsiasi cosa stabilita sulla carta non sarebbe realizzata nella pratica.

I giornalisti di Vranjske e di Ok radio avevano denunciato che la maggior parte dei fondi messi a disposizione nella gara per progetti mediatici cofinanziati, 15 milioni di dinari, sono stati assegnati ai mezzi di comunicazione vicino alle autorità, anche se alcuni dei programmi non sono trasmessi in quella città. Ma Obradovic aveva sottolineato come questo episodio sia parte di un “contesto generale”: “Non abbiamo un sistema ben organizzato e quello che è accaduto a Vranje è solo l’ultimo di molti casi, a cominciare da Belgrado”. Anche in quell’occasione Obradovic aveva rivelato che il suo settimanale stava subendo pressioni da varie parti, e non si era detto sicuro su come affrontare la situazione: “Non è ancora chiaro come continueremo, non solo per questa competizione, ma anche per i numerosi problemi economici che abbiamo”.

“Vranjske è trattato come un avversario politico del SNS a livello locale. Stiamo lentamente tornando agli anni ’90. Le persone ci dicono che è molto rischioso pubblicizzare con noi, perché ricevono un cattivo trattamento agli occhi delle autorità. Non hai quindi alcun aiuto dall’economia, che è comunque fragile”.

Nonostante avesse annunciato l’intenzione di avviare una controversia amministrativa, il fondatore del giornale si dichiarava comunque pessimista sull’esito effettivo, considerando punto nodale di tutta la questione il sistema di cofinanziamento.

“Ci aspettiamo che le associazioni dei giornalisti e il Ministero della Cultura stabiliscano un nuovo meccanismo che impedisca l’abuso del progetto di finanziamento. Tuttavia, per come le cose si stanno sviluppano sulla nuova strategia dei media, penso che sarà molto difficile. Ciò che viene scritto nelle leggi sui media non è attuato in pratica”, ha detto Obradovic, secondo il quale i media non sono considerati parte del processo democratico, ma per “interessi stretti del partito”. Il caporedattore non vedeva di buon occhio neanche la relazione troppo stretta tra partiti di opposizione e media: “quando i media si avvicinano troppo ai politici, non può accadere niente di buono”.

Intanto B92 ha pubblicato la dichiarazione della Premier Ana Brnabic, secondo cui lo Stato non può sovvenzionare i media locali e che non possiede più una quota di proprietà nei media. A proposito del caso dei giornali di Vranje, Brnabic sostiene di non avere informazioni sufficienti e ha ricordato che “l’allontanamento dello Stato dai media” è stato realizzato in collaborazione con le organizzazioni internazionali.

“C’era un’enorme opposizione dei governi locali alla privatizzazione dei media locali proprio a causa dei finanziamenti. Il finanziamento dei media e la sostenibilità dei finanziamenti ai media è un problema ovunque, in tutto il mondo, così come lo è in Europa”, ha dichiarato Brnabic, aggiungendo: “Non sono sicura di come il governo possa aiutare o dare sottocategorie ai media locali”.

Secondo le ultime notizie riferite da Beta, Obradovic è stato trasferito all’ospedale di Vranje alle 22.30 di sera. Come affermato sul sito web di Vranjski, le sue condizioni di salute hanno cominciato a deteriorarsi in tarda serata e la decisione di chiedere aiuto ai medici è venuta dopo consultazioni con amici che si sono riuniti nell’ufficio della redazione. Un’ambulanza aveva già visitato Obradovic durante il giorno, ma questi si era rifiutato di ricevere aiuto.

(b92, Radio Free Europe, Blic, Danas, N1, 20.09.2017)

http://www.b92.net/eng/news/society.php?yyyy=2017&mm=09&dd=19&nav_id=102352

https://www.slobodnaevropa.org/a/28742227.html

http://www.blic.rs/vesti/drustvo/ugasene-vranjske-novine-vukasin-obradovic-stupio-u-strajk-gladu-zbog-slobode-medija/3hjq1bv

http://rs.n1info.com/a287295/Vesti/Vesti/Vukasin-Obradovic-o-medijskom-finansiranju.html

http://www.danas.rs/drustvo.55.html?news_id=356887&title=Vuka%C5%A1in+Obradovi%C4%87+po%C4%8Deo+%C5%A1trajk+gla%C4%91u

https://www.b92.net/info/vesti/index.php?yyyy=2017&mm=09&dd=19&nav_category=11&nav_id=1305285

http://www.b92.net/info/vesti/index.php?yyyy=2017&mm=09&dd=19&nav_category=12&nav_id=1305410

 

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