L’FMI mette in guardia la Serbia: “Perderete un quinto dei lavoratori”

I timori dei Paesi della regione che la fuga dei lavoratori in altri Paesi a causa di salari più alti possa diventare un fenomeno di massa, sono stati confermati dall’FMI, che avverte che per la nostra regione è appena iniziata una migrazione massiccia.

Allo stesso tempo preoccupa l’FMI che nei Paesi dell’Europa centrale, orientale e sud-orientale tale problema non si può risolvere solo aumentando i guadagni, ma servono riforme economiche serie che richiederanno molto lavoro.

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Tao Zhang, vice direttore generale del Fondo Monetario Internazionale ha previsto, che la Bulgaria, la Lettonia, la Polonia e l’Ucraina, registreranno il maggior calo della forza lavoro, oltre il 30% nei prossimi 30 anni, mentre in Slovacchia o in Serbia la forza lavoro potrebbe scendere del 20%.

Allo stesso tempo le soluzioni esistono e sono: aumentare il limite di età per la pensione, incoraggiare le donne e i lavoratori più anziani ad entrare nel mercato del lavoro e seguire il progresso tecnologico.

La domanda è però se l’economia e i cittadini serbi possano rispondere a queste esigenze. L’economista Aleksandar Stevanovic sottolinea che la situazione della forza lavoro in Serbia è preoccupante e che, purtroppo, non ci sono ancora reazioni adeguate.

“Una possibilità è quella di attivare l’intera popolazione al lavoro, ultrasessantenni e donne, e far presente ai giovani che è bene iniziare a lavorare se possibile anche durante gli studi perché la situazione è allarmante. Inoltre, è necessario il raggiungimento del consenso nazionale sul sistema pensionistico perché abbiamo bisogno di comprensione tra le generazioni, e questa volta in direzione opposta, i vecchi verso i giovani”, ha detto Stevanovic, osservando che l’attuazione di tutte queste misure dovrebbe iniziare il più presto possibile.

In Germania, dal 2000 sono arrivati 200.000 serbi.

I dati dell’OSCE rivelano che circa 654.000 persone, per lo più giovani tra i 15 e i 24 anni, hanno lasciato il nostro paese dall’inizio di questo secolo. Un riscatto l’hanno trovato nei paesi dell’Europa occidentale più sviluppati, in Germania e in Austria, ma anche in Svezia e Norvegia.

L’Ufficio federale tedesco della migrazione stima che negli ultimi due anni, dalla Serbia siano arrivate più di 51.000 persone, e nella prima metà del 2018 quasi 19.000 lavoratori provenienti dalla Serbia hanno avuto un permesso di soggiorno in Germania, 2000 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Alcune stime precedenti hanno dimostrato che oltre 200.000 persone hanno lasciato la Serbia solo dal 2000 a oggi e che uno ogni tre è impiegato nella produzione, nell’agricoltura e nell’edilizia, uno ogni quattro nel settore alberghiero e un quinto nell’industria metallurgica.

https://www.blic.rs/biznis/vesti/mmf-upozorio-srbiju-izgubicete-petinu-radnika-cetiri-resenja-postoje-mogu-li-im/f3fthwn

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