L’élite e la plebe

“In questi ultimi giorni e settimane, la campagna persistente di denigrazione di tutti coloro che la pensano in modo diverso da quelli della società serba che pensano per qualche ragione di appartenere all’élite, sto pensando allo strato socialmente e mentalmente emancipato della società, ha attraversato i confini di ogni civiltà politica e livello di decenza.

In particolare, ovviamente nervosa per il fatto che ha fallito, che il sostegno popolare è inversamente proporzionale ai suoi sforzi distruttivi su base quotidiana, la cosiddetta quasi-élite è ricorsa al provato, con qualche ragione, metodo fascista, cioè dividere la nazione in superiori a cui loro appartengono, e inferiori, quelli che non possono in nessun modo sconfiggere.

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Ancor di più, gli altri finiranno per diventare sempre più stupidi, grossolani, più poveri e meno istruiti, a differenza di loro, troppo intelligenti, visionari, con protesi di mascelle e denti bianchissimi mentre i secondi, invece che con gli stuzzicadenti, cominceranno a pulirsi i denti con dei remi, perché gli elitisti non sarebbero così buoni se noi, inferiori, non fossimo così tanto cattivi.

E non è particolarmente importante che questi non abbiano alcuna idea di chi sia Bismarck, né sappiano la differenza tra Paja e Slobodan Jovanovic. Che considerazione abbiano di sé stessi, non è per noi concepibile. Tutti noteranno che la loro politica è di modeste conoscenze e basso livello di istruzione, ma i denti sono così bianchi e i fari delle jeep abbastanza grandi che i pochi libri che hanno sfogliato si perdono nell’ombra.

E chi, dopo tutto, si cura per i milioni di euro che sono stati rubati dai membri di tale cosiddetta élite, chi si preoccupa delle migliaia di fabbriche che sono state distrutte; il che a volte per loro ha un senso perché in queste fabbriche c’è spazio solo per gli stupidi, i brutti e gli sdentati, e loro sono lì a rubare i soldi, imbrogliare qualche cinese ingenuo e, alla fine dei conti, decidono su tutto.

L’hanno pensato bene; la gente schiatta mentre loro vivono bene, ma se vi opponete, voi peste del popolo, noi troppo intelligenti e autoeletti, vi romperemo la colonna vertebrale, così come a quei pochi rappresentanti del popolo che non si vergognano di voi stessi.

E, soprattutto, pisceranno nelle nostre tombe, perché è questo l’apice dell’espressione della loro dominazione intellettuale e superiorità creativa. Poiché ho visto che molti serbi sono spaventati da questo così fatto approccio fascista, ho preso su di me l’onere di prendermi in carico buona parte degli attacchi, convinto che la gente comune e normale sappia come sconfiggere coloro che vogliono governare le nostre vite solo perché pensano che così dovrebbe essere.

Dopo tutto basta guardarli e chiedersi come sono quei massi quando sono guidati dalla grandezza intellettuale come Trifunovic, Obradovic, Djilas, perché non v’è alcun dubbio che questi tre uomini, come anche Jeremic, possiedono il più alto livello di conoscenza, di onestà incrollabile e di moralità divina.

Questo si vede in particolare quando detto gruppo, attraverso la sua mentalità eugenetica come durante la Grande Inquisizione, organizza pogrom e roghi degli stupidi che si oppongono a qualsiasi cosa.

In particolare, e questi sono i più analfabeti e meno istruiti i quali attaccano in modo violento, dimostrano la loro soddisfazione quando si vantano dei loro diplomi e di chi ha un titolo, perché a chi interessa la conoscenza, il diploma è tutto, la forma è la più importante, perché loro sono l’élite, e noi il gregge. E non fa niente che i nostri diplomi hanno maggior valore, vi insulteranno comunque, perché in effetti voi non avete diritto a qualsivoglia titolo.

Non importa quanto stupidi, pigri e sporchi siano. E non è un caso che siano orgogliosi del fatto che hanno finito due facoltà, e che poi Ilija Garasin lo definiscano il satrapo di Vucic nelle attività criminali moderne.

Non importa di quanti punti perdano le elezioni, hanno sempre una giustificazione. Il popolo è colpevole, o i media, cioè il popolo, perché noi parte stupida della Serbia, a differenza loro non capiamo niente, quindi non possiamo prendere le decisioni giuste e importanti per il Paese.

Per questo sono intellettuali, perché quando pisciano sulle tombe svuotano la vescica, e noi diventiamo e rimaniamo venditori di panini, perché la nostra unica necessità è quella di soddisfare la fame. E niente di più.

Quindi chi pensa che per la Serbia sia migliore una crescita economica del 4,5 per cento rispetto al meno 3,1 è stupido.

Chi è felice per l’autostrada fino in Macedonia, Bulgaria o a Cacak, è ancora più stupido e soprattutto analfabeta. Chi vuole fabbriche e investimenti, quello è vecchio. Chi sostiene una maggiore occupazione, è un poveretto. Chi vuole salari e pensioni più alti, guarda Pink e legge i tabloid. Chi vuole che il nodo del Kosovo venga risolto, è un traditore o un parassita non istruito.

Chi è per tutto, per la crescita e il progresso di questo Paese, per il bilancio dello Stato positivo, per un debito pubblico inferiore, per un nuovo ciclo di investimenti, è un vecchio idiota. E questa è l’unica giustificazione, per tutti i loro fallimenti, per le elezioni perse e per il fatto che la Serbia semplicemente non li vuole.

E quando la Serbia non li vuole, allora Lei deve essere colpevole, non loro.

Così hanno deciso di insultarla e disprezzarla.

Poiché tutti, anche gli “accademici”, la accusano di essere stupida.

Oltre a essere disgustosa, umiliante e portatrice di tutte le caratteristiche dell’eugenetica, questa tesi implica anche la necessità di abolire le istituzioni democratiche e, soprattutto, le elezioni. A cosa ci servono, quando gli stupidi, analfabeti sdentati votano contro di noi?

Gli stessi, che una volta votavano per noi, e guardavano Pink, e leggevano giornali di cui eravamo i proprietari, e seguivano il reality show che avevamo introdotto in Serbia per guadagnare, e ci hanno sostenuto fino a che la situazione è diventata intollerabile, finché non li abbiamo rovinati, cancellando 600.000 posti di lavoro, sigillando le fabbriche, saccheggiando tutto ciò che poteva essere derubato, portando il Paese alla bancarotta.

E a causa di ciò, poiché si sono rifiutati di votare per la propria rovina, ora devono essere puniti.

E dire a tutti che sono la feccia, i perdenti, i cui figli saranno dei perdenti, abitanti di una “discarica di malati e corrotti”.

Qual è il prossimo passo? Vietare a questi di votare? Vietargli di avere figli perché sono inferiori? Aprire dei campi per chiunque osi votare in modo errato? Dare potere, perché riguarda questo, ai superiori, alla razza superiore, all’élite che determinerà quindi chi deve lavorare e pagare, a partire dagli inferiori per tutte le perdite che hanno registrato negli ultimi sette anni.

È perché Dragan Djilas non è riuscito a ottenere il controllo dei reality show, che sono macchine da soldi, considerando che li ha portati in Serbia?

È perché non può più possedere dei tabloid, perché era proprietario di un tabloid a un certo punto, un giornale molto scandaloso che usava per attaccare i suoi avversari politici e imprenditoriali?

È perché non possono più trarre profitto da ogni lavoro in Serbia e traevano prima profitto da ogni secondo di pubblicità fino ai ponti?

È perché hanno perso privilegi, posti nella gestione, bancarelle e la capacità di prendere ciò che volevano ogni volta che lo desideravano?

Questa è la ragione. Questo è il motivo per cui tutti quelli che non sono per loro, e molti di loro non lo sono, sono stati dichiarati degli idioti.

Ecco perché l’intera campagna in cui la Serbia viene insultata, umiliata e i suoi cittadini dichiarati perdenti di terza classe.

E da quando sono impegnato in politica, e mi occupo a lungo di politica, non ho visto mai che qualcuno disprezzi così il mio Paese e le persone che ci vivono.

Solo perché quelle persone votano per qualcun altro.

La repulsione con cui parlano della Serbia, calpestandola e sputandoci sopra, vomitando nefandezze su gente onesta e laboriosa, l’uso di ricette della più nera ideologia fascista, nella quale le persone si dividono per qualità superiori e inferiori, è diventata l’unica politica che offrono.

Quindi, quando ripeterò che li disprezzo, sarà chiaro perché lo faccio.

Perché disprezzano la Serbia.

E perché sono pronto a difendere il diritto di ogni uomo in questo Paese a non essere calpestato, vilipeso e umiliato.

E il suo diritto di scegliere.

Possono farlo le persone in Serbia.

E lo faranno nelle prossime elezioni”.

http://www.politika.rs/scc/clanak/433411/Elita-i-plebs

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