Leggi su lavoro e pensioni in Parlamento: prima giornata ad alta tensione

Oggi è iniziata la discussione sulle due normative: finora presentati 170 emendamenti alla legge sul lavoro, 13 a quella sulle pensioni. Durante la giornata si sono registrati diversi momenti di tensione tra maggioranza e opposizione.

Il dibattito continuerà domani, quando sono previsti l’intervento della Ministra Zorana Mihajlovic e una relazione sulle alluvioni.

Vulin: “Legge a tutela di tutti”

Il Ministro del Lavoro, Aleksandar Vulin, ha letto il proprio intervento (suscitando per questo le proteste di alcuni rappresentanti dell’opposizione, i quali hanno sostenuto di non aver capito cosa ha detto Vulin), in cui ha sostenuto che la nuova legge aumenta i diritti dei lavoratori, facilita le assunzioni e stimola gli investimenti. Stando alle parole di Vulin, la normativa è parzialmente in accordo con le normative UE e avvicina la Serbia ai Paesi di successo. Il Ministro ha anche precisato che i sindacati non hanno voluto discutere di alcuni aspetti legislativi.

I partiti della maggioranza sostengono ovviamente la proposta governativa. Aleksandar Jovicic del SNS ha detto che, con questa legge, il Governo dimostra serietà. Per Djordje Milicevic del SPS si tratta di scegliere tra bancarotta e riforme: la nuova legge è migliore della precedente, nell’interesse dei dipendenti e dei datori di lavoro. Anche formazioni al di fuori della maggioranza, comunque, appoggiano il Governo: PUPS e LDP hanno annunciato il proprio voto a favore. Slobodan Homen, parlamentare del NDS, ritiene che sindacati e imprenditori non saranno mai soddisfatti, poiché la legge è frutto di un compromesso: la valutazione di Homen è che la nuova normativa porterà alla diminuzione dell’economia sommersa, all’aumento dell’occupazione e a nuovi investimenti stranieri.

DS: “Indietro di 150 anni”

Le altre formazioni dell’opposizione hanno duramente criticato il Governo e la sua proposta, soprattuto in relazione alla normativa in materia adottata dall’esecutivo di Zoran Djindjic nel 2001, presa a termine di paragone da Vucic (“la nostra legge è migliore perché più precisa”, questo il pensiero del Premier). Zoran Zivkovic della Nova Stranka, in particolare, ha precisato che la legge di Djindjic era stata approvata con l’accordo dei sindacati. Vulin ha replicato spostando il discorso e dicendo che Zivkovic è stato il più fallimentare Premier serbo e che è stato per questo punito dagli elettori, che lo hanno relegato all’opposizione.

Il rappresentante del DS, Borislav Stefanovic, ha detto che con questa legge si introduce il “principio della manodopera a basso costo”, per cui gli operai dovranno lavorare su prodotti che non potranno poi permettersi; la normativa, inoltre, scardina diritti acquisiti da 150 anni. Per questi motivi, ha concluso Stefanovic, il DS non può appoggiare le proposte del Governo. Dragoljub Micunovic, collega di partito di Stefanovic, ha detto che con questa legge diventano responsabili della crisi i lavoratori, i quali sperano di ottenere una buona normativa, ma che difficilmente ciò potrà avvenire.

(b92.net, 15.07.2014)

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