L’economia impiegherà un anno a riprendersi dopo la pandemia

Ci vorrà in media un anno per il recupero dell’economia colpita dalla pandemia di COVID-19, secondo i risultati del terzo ciclo della ricerca “Zajedno kroz krizu” (Insieme contro la crisi), condotta dalla Camera di commercio serba insieme al Progetto di cooperazione allo sviluppo economico “USAID”.

A quanto pare, la crisi ha colpito maggiormente le microimprese, mentre la mancanza di liquidità rimane uno dei problemi chiave che le imprese dovranno affrontare, sebbene le soluzioni digitali siano una parte essenziale della strategia di ripresa.

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In un sondaggio condotto dall’8 al 15 giugno, il tempo di recupero stimato dalla maggior parte degli intervistati è di un anno. Un’azienda su tre ritiene che saranno sufficienti da tre a sei mesi, mentre i settori più colpiti, turismo, trasporti e industria creativa, prevedono una ripresa lunga oltre un anno.

Gli uomini d’affari serbi hanno paura di una nuova crisi, ben il 73% delle aziende ha paura di una seconda ondata di pandemia e di una nuova chiusura, aggiunta al calo della domanda di prodotti e servizi.

Circa il 40% delle aziende prevede restrizioni legate al calo della liquidità aziendale, al calo delle fonti di finanziamento disponibili, ai cambiamenti nelle politiche di esportazione e importazione. Oltre il 90% delle aziende prevede un calo dei ricavi quest’anno, con le maggiori perdite nel settore turistico, nell’industria creativa e nei trasporti, seguite dall’industria delle attività manifatturiere e dal settore IT.

Un quarto dei partecipanti al sondaggio valuta che le entrate di giugno 2020, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, siano state almeno dimezzate e una società su due ha registrato una perdita fino al 30%. Un quinto delle microimprese intervistate stima che i ricavi nel giugno di quest’anno siano inferiori di almeno il 70% rispetto allo scorso anno, mentre un terzo delle aziende delle stesse dimensioni ha guadagnato dal 30 al 50% in meno a giugno.

Quasi il 60% delle aziende ha organizzato il lavoro dei dipendenti da casa e un’azienda su due ha ridotto il numero di ore lavorative. Circa il 20% dei datori di lavoro ha aumentato il numero di dipendenti e meno del 5% ha licenziato del personale durante la crisi. Un terzo delle aziende nel settore IT, nella produzione di alimenti e bevande e nell’agricoltura ha aumentato il numero di lavoratori nel periodo precedente.

La lotta per avere liquidità è cruciale, si prevedono difficoltà nell’adempimento degli obblighi, in particolare per le micro e piccole imprese. Un’azienda su due si aspetta problemi dovuti al pagamento delle fiscalità nei prossimi 30-90 giorni. La ricerca è stata condotta in tre ondate dall’inizio dello stato di emergenza. Nell’ultimo, terzo ciclo, hanno partecipato 396 aziende serbe.

http://rs.n1info.com/Biznis/a616980/Istrazivanje-Za-oporavak-privrede-nakon-korone-potrebno-godinu-dana.html

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