Le valute estere lasciano la Serbia?

A causa dei tanti crediti incagliati le banche straniere potrebbero decidere di far uscire dal paese parte dei loro asset in valuta estera. Per i cittadini e le imprese questo significherebbe poter contare su minori prestiti.

Le banche devono far fronte a questa situazione, il che significa meno disponibilità ad erogare altri prestiti e un calo degli interessi più contenuto di quello che era stato previsto ed auspicato. Gli esperti temono che questa situazione possa portare a una fuoriuscita di valuta estera dal paese. Alla fine di ottobre i crediti incagliati avevano raggiunto la percentuale del 24,5%, prossima alla soglia di allarme di un terzo di tutti i prestiti, che caratterizza le economiche molto problematiche.

Gli esperti evidenziano che la legge di bilancio restrittiva che non sovvenziona i prestiti bancari finirà per restringere ulteriormente il mercato e per incrementare il numero dei prestiti non performanti.

Il professor Branko Zivanovic dell’Accademia bancaria di Belgrado sottolinea che i gruppi bancari internazionali non hanno rinnovato i prestiti transfrontalieri alle controllate serbe e in alcuni casi più conservativi hanno li hanno ridotti. Un ulteriore problema sarà creato dalla messa in liquidazione di molte imprese pubbliche.

“Un incremento dei prestiti deteriorati non porterà a un disastro del sistema bancario ma a un silenzioso ritiro dei finanziamenti in valuta estera, a una contrazione del credito e a successivi licenziamenti”, afferma Zivanovic, il quale sottolinea che una situazione particolarmente allarmante si registra nel settore delle costruzioni (con il 21% di tutti i prestiti problematici) e nel manifatturiero (il 36%) e da soli questi due settori rappresentano oltre il 50% del totale delle sofferenze.

(Vecernje Novosti, 08.01.2014)

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