Le sovvenzioni statali si ripagano?

L’apertura di tre fabbriche specializzate nella produzione dei pezzi di ricambio per l’industria automobilistica è una notizia positiva per la riduzione della percentuale di disoccupazione, sono concordi sia il governo sia gli esperti. Però, gli esperti sottolineano un fatto – pochi soldi rimangono in Serbia, perchè questa industria è orientata all’esportazione.
Serbia ha una nuova strategia industriale e si definisce come un’economia orientata verso l’industria automobilistica?
“L’azienda cinese-francese “Mei Ta”, la francese “Hutchinson” e la turca “Teklas automotive”, sono tre investimenti esteri in Serbia realizzati dall’inizio di quest’anno. Siamo riconosciuti come un paese che potrebbe offrire buone condizioni agli investitori”, spiega il ministro dell’economia Zeljko Sertic.
“Per la legge sugli investimenti, i rapporti con le autorità locali e altri elementi necessari per un investitore, la Serbia è un paese che offre un ambiente favorevole per gli investimenti. Nessuna di queste aziende arriva per restare solo 6 mesi o un anno. Se si costituisce una società e si stipulano gli accordi con lo Stato che offre gli incentivi, gli investitori si obbligano con delle garanzie e il loro piano d’affari deve essere realizzato”, ha spiegato Sertic.
Una parte dei piani degli investitori è l’esportazione nei mercati esteri, ha detto l’esperto per gli investimenti esteri, Milan Kovacevic. Kovacevic, alla domanda su quale sia allora il vantaggio per il prodotto interno lordo in Serbia, risponde che gli importi delle sovvenzioni sono talmente grandi che si ricupererà tutto solo in un futuro molto lontano: “Quando si tratta di industrie orientate all’export, poco rimane in Serbia. Loro possono sempre vendere i loro prodotti all’estero per qualsiasi prezzo, possono trasferire gli utili all’estero. L’unico vantaggio per la Serbia è l’occupazione dei nostri cittadini, i loro salari e i contributi che si pagano”, ha detto Milan Kovacevic.
Nella gran parte dei progetti d’investimento, le tasse e i contributi per i dipendenti sono minori rispetto agli importi delle sovvenzioni. Inoltre, affinchè lo Stato possa pagare le sovvenzioni, visto che non ha fondi, attiva dei prestiti, ossia carica ulteriormente le aziende che operano in positivo.
(N1, 13.04.2016.)

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