Le richieste di Pristina a Belgrado e il riconoscimento del Kosovo

Ieri, il Primo Ministro delle Istituzioni provvisorie del Kosovo, Avdullah Hoti, ha ribadito la posizione di Pristina, che dal dialogo con Belgrado si aspetta il riconoscimento del Kosovo, l’appartenenza del Paese all’UE e alle Nazioni Unite, l’abrogazione della risoluzione 1244 e il riconoscimento della propria indipendenza dai cinque membri dell’Unione che non l’hanno ancora fatto.

Hoti ha affermato che un dialogo per la normalizzazione delle relazioni con Belgrado è in corso dal 2011, e che da ora in poi porterà verso il riconoscimento reciproco, e ha aggiunto che non crede nelle “cospirazioni che si sono create attorno al dialogo”.

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“Varie cospirazioni, mappe e discorsi sullo scambio di territori non sono vere e quindi non faranno parte della conversazione. Abbiamo fissato i nostri principi e ho il mandato di negoziare sulla base della Costituzione, che mi dà chiari poteri per guidare questo processo. Inoltre, il verdetto della Corte costituzionale mi assegna chiaramente dei poteri che non voglio né posso trasferire a nessun altro”, ha dichiarato Hoti.

Lo stesso ha dichiarato che non discuterà questioni relative all’integrità territoriale del Kosovo nell’ambito del dialogo, aggiungendo che gli accordi devono essere conformi alla Costituzione del Paese e tutte le questioni aperte, come le persone scomparse, le pensioni, le zone catastali, gli artefatti e altro dovranno essere affrontate e risolte.

Il Premier kosovaro, nel corso di una tavola rotonda a Pristina, ha affermato di aver ricevuto assicurazioni dai rappresentanti internazionali sul fatto che non vi è un accordo già pronto con Belgrado, ma che il dialogo deve continuare poiché è in una fase di stagnazione.

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