Le promesse non mantenute del Governo

Erano stati promessi l’arrivo di grandi investitori, la diminuzione del debito, dei disoccupati e della burocrazia, la costruzione di appartamenti e autostrade. A parte la lotta contro la corruzione e l’inizio dei negoziati con la UE, nessuna delle promesse dei Ministri del Governo Dacic in un anno è stata mantenuta.

I membri dell’esecutivo non sono riusciti nemmeno a evitare la trappola dei predecessori: grandi promesse, pochi risultati. Dodici mesi fa era stato dichiarato ai cittadini che sarebbe diminuito il numero dei disoccupati, che sarebbero stati attratti investitori e che la Serbia sarebbe diventata “uno Stato rispettabile e di successo”. Da allora ogni mese hanno perso il lavoro 4500 persone, e quanti di costoro hanno ottenuto un lavoro grazie ai partiti, si può solo immaginare. L’ottimizzazione delle imprese pubbliche (affrancamento dai partiti e competitività, azzeramento dei debiti, privatizzazioni e sospensione delle aziende in perdita) è stata una delle grandi promesse del Vicepresidente Aleksandar Vucic e del Ministro dell’Economia Mladjan Dinkic: delle 60 agenzie che sarebbero dovute uscire dal bilancio statale, solo 7 sono state abolite.

A parte le imprese pubbliche, Dinkic ha promesso la diminuzione del debito pubblico, che invece – rispetto a un anno fa – è aumentato di 1,3 miliardi di dinari; egli aveva pronosticato un abbassamento del deficit del 4% entro fine 2013. Esso, al contrario, aumenterà di oltre il 5%. Il Ministro aveva anche promesso accordi con grandi compagnie da vari Paesi (UE, Cina, Kuwait ed Emirati Arabi): nemmeno uno è stato concluso. Dinkic aveva annunciato, in particolare, un partenariato del valore di 1,8 miliardi di euro per la costruzione del più grande parco fotovoltaico d’Europa, che però non è stato realizzato. E il Ministro non è nemmeno vicino alla promessa abolizione dei più di 130 prelievi parafiscali.

Dacic aveva preso l’impegno di ridurre il buco di bilancio, la burocrazia e i margini commerciali dei prodotti per bambini, nonché di raddoppiare le risorse per l’agricoltura: non ha fatto nemmeno un passo verso tutto ciò. La Ministra della Salute Slavica Djukic Dejanovic aveva promesso di centralizzare le forniture sanitarie, e in questo è riuscita, ma ora i medicinali scarseggiano.

Zarko Obradovic è stato il primo Ministro dell’Educazione che non è riuscito a organizzare l’esame che si tiene al termine della Scuola primaria [alcuni studenti sono venuti a conoscenza dei risultati dei test prima della prova, per la quale è stato decretato l’annullamento: il Ministro ha dichiarato in Parlamento di non avere alcuna responsabilità, NdR]. Nonostante abbia fatto una sola promessa, il Ministro dell’Agricoltura Goran Knjezevic non l’ha mantenuta: non ha prolungato il termine per la liberalizzazione dei tassi doganali sui prodotti agricoli. Knjezevic è stato impegnato nella risoluzione dell’affaire che ha riguardato il latte [alcuni mesi fa è scoppiato uno scandalo per gli alti livelli di alfatossina nel latte prodotto in Serbia, a causa della siccità della scorsa estate e della conseguente formazione di muffe nel mais utilizzato per l’alimentazione animale, NdR], risolto con l’aumento del livello di concentrazione consentita della sostanza tossica.

Il Ministro dell’Edilizia Velimir Ilic ha presentato solo il progetto “Casa serba” [un progetto finanziato dal Ministero per la costruzione di unità abitative in stile architettonico tradizionale, NdR], quello dell’Ambiente Milan Bacevic è andato poco avanti con la questione del canale della Morava [progetto per rendere il fiume navigabile, NdR], mentre il Ministro dei Trasporti Milutin Mrkonjic ha evitato di fare qualsiasi promessa, soprattutto riguardante le scadenze.

(Blic.rs, 24.07.2013)

la sede del Governo serbo

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