Le più grandi reliquie sacre serbe del Monte Athos sono arrivate a Belgrado

In occasione della mostra che celebra l’850° anniversario della nascita di San Sava, le più importanti reliquie sacre serbe provenienti dalla Lavra Imperiale del monastero di Hilandar sul Monte Athos, legate alla vita del primo arcivescovo serbo, arrivano ieri a Belgrado.

Ciò è stato reso possibile grazie all’impegno del Patriarca Porfirije della Chiesa Ortodossa Serba e al prestigio di cui gode la Chiesa Ortodossa Serba nella Grecia, Paese amico, e presso le sue più importanti istituzioni, ha annunciato la Chiesa Ortodossa Serba. Come si legge nel comunicato, le reliquie saranno accolte all’aeroporto Nikola Tesla dal Patriarca e dai più alti rappresentanti dello Stato serbo, con onori sia ecclesiastici sia statali.

La storica mostra, intitolata semplicemente “San Sava”, organizzata dal Museo della Chiesa Ortodossa Serba presso la Galleria dell’Accademia Serba delle Scienze e delle Arti, si terrà dal 15 maggio al 19 luglio. Sarà un’occasione completamente unica e irripetibile per i fedeli che, insieme ad altre preziose opere d’arte legate alla figura e alla vita di San Sava, potranno vedere e venerare l’icona musiva della Vergine Odigitria, davanti alla quale Stefan Nemanja — successivamente glorificato nella vita monastica come San Simeone Mirovlita — si addormentò nel Signore.

I visitatori potranno inoltre vedere l’icona della Vergine Galaktotrophousa (Madonna del Latte), proveniente dall’eremo di San Sava a Karyes. Secondo la tradizione successiva, l’icona fu dipinta da San Luca Apostolo ed Evangelista, e San Sava la ricevette durante il suo viaggio in Terra Santa presso il monastero di San Sava il Santificato a Gerusalemme, insieme al bastone pastorale di San Sava e all’icona della Madre delle tre mani, in conformità con il testamento di San Sava il Santificato, fondatore del monastero nel VI secolo.

I visitatori potranno inoltre ammirare quella che molti considerano la più bella icona di Cristo Pantocratore, un capolavoro della pittura bizantina risalente intorno al 1260, così come la celebre icona di San Sava e San Simeone del XV secolo, i cui dettagli iconografici la collocano chiaramente in quell’epoca.

La mostra presenterà anche una replica del bastone abbaziale di Hilandar, dono di Alessio III Angelo di Costantinopoli risalente al 1199, realizzato in ebano, diaspro, argento, dorature e altre pietre preziose e semipreziose.

San Sava ricevette il bastone abbaziale di Hilandar dall’imperatore bizantino Alessio III Angelo durante il suo soggiorno nella capitale imperiale nel 1199, come simbolo che confermava il diritto del neofondato monastero serbo e della sua confraternita sul Monte Athos di nominare autonomamente i futuri abati eletti del monastero.

La mostra esporrà inoltre una replica del bastone di San Sava il Santificato, che San Sava ricevette presso la Grande Lavra di San Sava durante il suo primo pellegrinaggio in Terra Santa nel 1229, nonché una replica dell’icona della Madre delle tre mani, considerata il palladio di tutte le terre serbe e alla quale era dedicata la chiesa cattedrale di Skopje.

La Sacra Tradizione insegna che l’icona appartenne a San Giovanni Damasceno, la cui mano destra amputata fu miracolosamente guarita dopo aver pregato davanti ad essa. San Sava portò quest’icona da Damasco e successivamente essa rimase per un periodo nel monastero di Studenica, prima di giungere miracolosamente sul Monte Athos nel 1661, davanti al monastero di Hilandar.

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