I cittadini serbi dovranno presto pagare tariffe aeree più elevate a causa della possibile chiusura dell’unica base di una compagnia aerea straniera a Belgrado? Questa domanda è emersa a giugno nel pieno di un acceso scambio di accuse tra le istituzioni serbe e la compagnia aerea ungherese Wizz Air, una controversia che è ormai giunta alle istituzioni dell’Unione europea.
Dopo che la Serbia ha deciso di modificare le regole operative per le compagnie aeree straniere, il vettore ungherese ha sostenuto che l’attività della sua base di Belgrado è stata messa a rischio.
La nuova disposizione introduce regole più severe per i voli in partenza da Belgrado.
Wizz Air sostiene che le modifiche normative violano l’Accordo europeo sui cieli aperti firmato nel 2006, in base al quale la compagnia opera a Belgrado.
La Direzione dell’Aviazione Civile della Serbia, che ha introdotto le modifiche, respinge tali accuse, affermando che a nessuna compagnia aerea è stato negato il diritto di operare voli tra la Serbia e gli Stati membri dell’UE.
La questione è ora arrivata alla Commissione europea, alla quale Wizz Air si è rivolta chiedendo assistenza.
Qual è il problema?
La nuova normativa richiede alle compagnie aeree straniere di ottenere l’approvazione della Direzione dell’Aviazione Civile per i voli che hanno origine e destinazione finale in Serbia.
Wizz Air spiega che ciò significa che non può più operare voli verso altre destinazioni che iniziano e terminano a Belgrado, dove si trova la sua base.
Parlando durante una conferenza stampa a Belgrado il 18 giugno, il Direttore della Comunicazione Aziendale di Wizz Air, András Radó, ha dichiarato che la compagnia desidera trovare una soluzione; in caso contrario, sarà costretta a chiudere la sua base di Belgrado a novembre.
Ha aggiunto di non comprendere perché la Serbia abbia deciso di modificare le norme dopo 15 anni di attività di Wizz Air nel Paese.
Secondo Radó, la chiusura della base comporterebbe la perdita di posti di lavoro e di turisti, mentre il numero di voli dall’aeroporto di Belgrado diminuirebbe.
Ha inoltre sostenuto che una simile decisione inciderebbe sui prezzi dei biglietti.
“La concorrenza è positiva per tutti, sia per le compagnie aeree sia per i passeggeri”, ha dichiarato il responsabile delle comunicazioni di Wizz Air.
La compagnia ha inoltre lanciato una campagna online su X con lo slogan “Belgrade Deserves Choice” (“Belgrado merita scelta”), invitando le autorità serbe a revocare le misure.
I dipendenti hanno esibito striscioni con lo stesso slogan durante la conferenza stampa.
La Direzione dell’Aviazione Civile non ha risposto alle domande di Radio Free Europe/Radio Liberty riguardo agli obiettivi delle modifiche. Tuttavia, in una dichiarazione pubblicata il 3 giugno, ha affermato che i cambiamenti “non costituiscono una limitazione dei diritti di traffico, ma regolano un quadro normativo che si applica in modo uguale a tutti i vettori aerei”.
L’analista dell’aviazione Alen Šćuric, di Zagabria, ha dichiarato a Radio Free Europe di non credere a questa spiegazione.
“Wizz Air può volare da qualsiasi parte d’Europa, ma non può avere una base a Belgrado. E allora mi chiedo: come ha fatto Wizz Air ad avere una base a Belgrado per 15 anni? Perché prima non era un problema e ora improvvisamente lo è?”, ha affermato.
Chi ne trarrebbe vantaggio?
L’analista Alen Šćuric ritiene che lo Stato stia cercando di proteggere il vettore nazionale Air Serbia dalla concorrenza.
“Il problema è che Wizz Air ha aumentato il numero dei voli del 26 per cento rispetto al 2024. Sta vivendo un anno record in termini di voli, mentre Air Serbia è chiaramente in una fase di stagnazione”, ha dichiarato.
Anche i rappresentanti di Wizz Air hanno sostenuto che lo Stato stia proteggendo Air Serbia, che dal 2023 è interamente controllata dal governo serbo.
Air Serbia non ha risposto alla richiesta di commento da parte di Radio Free Europe.
Questa non è l’unica questione controversa tra la compagnia ungherese e la Serbia.
Diversi media serbi hanno riferito a giugno che le attività di Wizz Air erano finite sotto esame dopo che un’ispezione della Direzione avrebbe rilevato che la compagnia aveva incaricato una società di manutenzione aeroportuale senza le necessarie autorizzazioni.
Interpellato sulla questione da Radio Free Europe, András Radó ha rifiutato di fornire dettagli, sostenendo tuttavia che la compagnia ha sempre operato nel rispetto della legge.
Šćuric ritiene che qualcuno all’interno delle autorità serbe consideri Wizz Air un concorrente scomodo per Air Serbia, poiché le due compagnie operano numerose rotte verso le stesse destinazioni.
Nel 2025 Air Serbia ha trasportato 4,57 milioni di passeggeri, pari alla metà dell’intero traffico passeggeri dell’aeroporto di Belgrado. Opera 87 rotte verso 33 Paesi.
Per confronto, Wizz Air ha annunciato a giugno di operare 29 rotte verso 26 città in 10 Paesi. Dal 2010 ha trasportato circa 14 milioni di passeggeri, con una media di poco inferiore a un milione di passeggeri all’anno.
Secondo la compagnia, Wizz Air detiene una quota del 22 per cento del mercato serbo.
La controversia davanti alle istituzioni europee
La Commissione europea ha confermato a Radio Free Europe di stare esaminando la controversia tra Wizz Air e la Serbia.
La Commissione ha dichiarato che Wizz Air l’ha contattata in merito alla questione e che sta valutando se sia stato violato l’Accordo sullo Spazio Aereo Comune Europeo.
L’analista Alen Šćuric ha affermato che, se l’UE dovesse stabilire che la Serbia ha violato l’Accordo sui cieli aperti, il Paese dovrà modificare la propria normativa oppure affrontare determinate sanzioni.
La Serbia ha firmato l’Accordo sui cieli aperti nel 2006 con l’UE, i Paesi dei Balcani occidentali, l’Islanda e la Norvegia. Il Parlamento serbo lo ha ratificato il 13 maggio 2009.
“Questo accordo ha aperto la strada a un enorme numero di voli operati da compagnie low cost. L’idea è che qualsiasi vettore, sia esso serbo o dell’UE, possa effettuare un numero illimitato di voli tra le due parti senza necessità di autorizzazioni speciali”, ha spiegato Šćuric.
Ha aggiunto che, se la Serbia dovesse di fatto uscire dall’accordo, si troverebbe in una situazione complessa in cui sarebbe necessario negoziare accordi separati con ogni singolo Paese.
Cosa dicono i passeggeri?
Saša, di Belgrado, ha dichiarato a Radio Free Europe che stava programmando di volare presto a Parigi con una compagnia low cost, ma che non era sicura di come si sarebbe conclusa la controversia con Wizz Air.
“Penso che entrerà sul mercato un’altra compagnia oppure che si tratti solo di una situazione temporanea. Non credo che durerà per sempre”, ha affermato.
Stanislav Sretenović, anch’egli di Belgrado, appena rientrato da Parigi con un volo Wizz Air, ha dichiarato che le compagnie low cost offrono tariffe significativamente più basse.
“La differenza di prezzo rispetto alle altre compagnie è di circa il 40 per cento. Credo che sia importante per i cittadini serbi e per il turismo che le compagnie low cost restino operative”, ha detto.
Anche l’analista Alen Šćuric ha sottolineato l’importanza della concorrenza, sostenendo che persino con la presenza di Wizz Air il numero di compagnie aeree che operano all’aeroporto di Belgrado rimane relativamente limitato.
“Ho sempre detto che trovo inconcepibile che Ryanair, che vola ampiamente nella regione e ha numerosi aeromobili basati a Tirana, Sofia e Atene, oltre a operare a Zagabria, non voli a Belgrado”, ha dichiarato.
L’anno scorso diversi media hanno riportato dichiarazioni di dirigenti della compagnia secondo cui l’aeroporto di Belgrado sarebbe troppo costoso e che, pertanto, Ryanair opererebbe soltanto verso l’aeroporto di Niš, nel sud della Serbia.
Šćuric ha sottolineato che la mancanza di concorrenza non giova mai ai passeggeri, poiché provoca un aumento dei prezzi dei biglietti. D’altra parte, ritiene che ciò potrebbe favorire Air Serbia.
“Se Wizz Air dovesse chiudere la sua base, Air Serbia aumenterebbe le frequenze su quelle rotte e ne trarrebbe senza dubbio un notevole profitto. Air Serbia è a tutti gli effetti un progetto statale; il presidente Aleksandar Vučić la considera un motore dello sviluppo della Serbia”, ha affermato Šćuric.
Nel 2023 lo Stato serbo ha acquistato da Etihad Airways, compagnia con sede negli Emirati Arabi Uniti, il restante 16,42 per cento delle quote della joint venture, diventando l’unico proprietario di Air Serbia.
La compagnia è stata fondata nel 2013 attraverso una partnership strategica tra il vettore nazionale emiratino e la compagnia serba JAT Airways, con lo Stato serbo che ha mantenuto una partecipazione di maggioranza fin dall’inizio. Nel corso degli anni la quota di Etihad si è progressivamente ridotta.
Air Serbia si è trasformata da azienda in perdita a impresa redditizia. Tuttavia, non esistono informazioni pubblicamente disponibili sull’ammontare complessivo degli investimenti statali e dei sussidi concessi alla compagnia. Air Serbia non ha fornito tali informazioni quando richiesto.
(Radio Free Europe, 22.06.2026)
https://www.slobodnaevropa.org/a/wizz-air-srbija-spor-baza-er-srbija/33783951.html


