Le nocciole serbe nei prodotti Ferrero

Per molto tempo in Serbia i noccioli sono stati considerati solo come una specie boschiva di albero. Recentemente, invece, gli agricoltori hanno cominciato a coltivare i noccioli, specialmente per la produzione industriale di nocciole. Al ministero dell’agricoltura dicono che addirittura i tre quarti del territorio serbo possiede le condizioni ideali per la coltivazione dei noccioli.Se la Serbia nelle importazioni diventerà o meno competitiva sul mercato si saprà da dicembre, quando inizierà la collaborazione con l’impresa italiana “Ferrero”, che pianifica di istruire i produttori e di raccogliere le nocciole per la propria produzione dolciaria.

Una volta, i pendii della valle attorno a Leskovac erano ricoperti di foreste di noccioli, e a ciò è dovuto il nome della città (in serbo, leska significa nocciolo). Oggi i noccioli sono coltivati da qualche privato appena.Nel paese di Ždeglova, vicino Lebana, Slavko Đokić, 13 anni fa, ha piantato le nocciole. Da cinque ettari, ha raccolto sei tonnellate e mezzo, come afferma, più del doppio dell’anno precedente e questo grazie all’irrigazione. “Gli investimenti sono tanti, a lungo si è sperato che ci convenisse, almeno da 5 a 7 anni”, afferma Đokić. A parte il fatto che non solo sono necessari grossi investimenti e che si aspetti a lungo per la prima raccolta, gli esperti consigliano la coltivazione di nocciole. Quel che abbiamo verificato è che sono sorti nuovi campi. Quest’anno devo dire che alcuni sono proprio in ottima forma, che crescono intensivamente, e che questo è un indicatore che da queste parti esistono le condizioni agrotecniche per il successo di questa coltura”, afferma il professore di agronomia Jovica Đonović. Secondo una valutazione del ministero dell’agricoltura, al momento in Serbia i territori utilizzati per piantagioni di noccioli corrispondono a 1.200 ettari. L’obiettivo è che gli agricoltori riescano a coltivare le specie di qualità di nocciole italiane, in particolare nelle zone di Topliča, Pčinja e Pirot, ma anche nella regione dello Srem e della Bačka. Quel che il ministero assegna ai futuri produttori sono mezzi di sovvenzione per comperare il materiale per la piantagione, e quindi per l’impostazione del lavoro della terra, per l’analisi chimica del terreno, l’ammontare massimo di mezzi dei quali l’utilizzatore può ottenere fino a due milioni di dinari”, dice Kolinda Hrehorović dal ministero dell’agricoltura.

L’Italia, dopo la Turchia, è seconda per produzione di nocciole. E la compagnia Ferrero, produttrice della famosa Nutella, conosciuta in tutto il mondo, ha disegnato anche la Serbia nella propria mappa di investimenti. “L’azienda Ferrero sa che la Serbia possiede ottime condizioni agro-ecologiche per la coltura delle nocciole, e desidera che quante più piantagioni possibile siano su questo territorio. Il loro modello di investimento prevede la raccolta di nocciole dai produttori locali, e nel frattempo istruire i produttori e consigliare loro come migliorare la produzione e quali specie coltivare”, dice Marco Leone, primo segretario per le questioni economiche dell’ambasciata italiana. La produzione di nocciole in Serbia al momento riguarda appena il dieci per cento delle quantità necessarie. Il resto si importa, soprattutto dalla Turchia, per un totale di circa 10 milioni di euro. I più grandi acquirenti di nocciole sono le industrie dolciarie che acquistano circa il 75% della produzione mondiale, e solo Ferrero addirittura il 27%.

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