Le misure pensate per salvare l’economia serba

Gli uomini d’affari serbi sono consapevoli della gravità della situazione attuale e della crisi che deve ancora venire, e quindi pur affermando che è una priorità assoluta salvare vite umane, sottolineano che si deve pensare anche al “giorno dopo” e a come superare i problemi attuali.

Il turismo, i trasporti e la logistica sono attualmente i settori più in difficoltà e molte aziende sanno già che i loro profitti di marzo verranno decimati e hanno anche seriamente paura di non fare affari nei mesi a venire. Ecco perché la maggior parte delle associazioni imprenditoriali ha già presentato proposte e richieste allo Stato di misure di sostegno per sopravvivere nel prossimo periodo di crisi a causa della diffusione del coronavirus in Serbia.

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Le principali misure riguardano la riduzione o l’esenzione da imposte e contributi e sono stati proposti alcuni prestiti senza interessi o prestiti più economici per l’economia. Gli uomini d’affari ritengono inoltre che nella situazione attuale significherebbe molto anche il ritardo nel pagamento dell’IVA o dell’imposta sul reddito e hanno accolto con favore la moratoria sul rimborso del prestito.

Per i settori più colpiti, come il turismo e l’ospitalità, l’industria culturale, i trasporti internazionali, gli stessi propongono di cancellare gli anticipi aziendali e di abolire i contributi e le imposte sui salari.

Gli albergatori senza lavoro si aspettano sussidi governativi

Il presidente della Camera di commercio serba, Marko Cadez, parlando con i rappresentanti delle catene alberghiere, ha affermato che l’industria alberghiera è stata la prima a essere colpita a causa dell’elevato numero di prenotazioni annullate. Ha annunciato che saranno prese in considerazione alcune misure, come l’interruzione delle rate del prestito, adottata dal governo, e possibilmente una riduzione di alcune passività fiscali.

Le misure dovrebbero riguardare il ritardo temporaneo nel rimborso del prestito e la riduzione di imposte e contributi. Ha aggiunto di essere lieto che il governo serbo abbia compreso i problemi degli albergatori e che ci siano stati alcuni colloqui, ma che nel frattempo è stato introdotto uno stato di emergenza e che la situazione è complicata e ora ci sono nuove priorità.

Le agenzie di viaggio sono alla ricerca di buoni e prestiti senza interessi

L’Associazione nazionale delle agenzie di viaggio serbe, JUTA, ha chiesto alle istituzioni di assisterla direttamente e introdurre delle misure per proteggere tra i 5.000 e i 7.000 dipendenti, nonché migliaia di cittadini che hanno già pagato i viaggi.

In una lettera, ha chiesto al governo di introdurre buoni a valore aggiunto e prestiti senza interessi, nonché di liberare i dipendenti da tasse e contributi durante la crisi.

Datori di lavoro: agevolazioni fiscali e contributive, riassegnazione del budget

Anche i datori di lavoro hanno richieste simili, quindi Nebojsa Atanackovic dell’Unione dei datori di lavoro della Serbia, ha dichiarato che riducendo gli obblighi di cui sono gravati, cioè esentandoli dal pagamento di tasse e contributi, gli imprenditori sarebbero in grado di pagare con gli stessi soldi gli stipendi ai propri dipendenti.

Da “NALED” 10 misure di sostegno alle imprese

L’Alleanza nazionale per lo sviluppo economico locale (NALED) ha proposto 10 misure per sostenere l’economia e preservare i posti di lavoro minacciati dal virus, compresi tagli fiscali temporanei e contributi salariali o pagamenti differiti per le piccole imprese e i settori più vulnerabili.

Tra le misure proposte figurano la concessione di prestiti economici all’economia con il sostegno statale e il pagamento di un’assistenza finanziaria, una tantum, a società vulnerabili e cittadini che perdono il posto di lavoro.

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