Le misure economiche del governo: stipendi pubblici ridotti oltre i 60.000 dinari

Le misure per rilanciare l’economia serba toccheranno circa 350.000 persone sulle 550.000 ora impiegate nella pubblica amministrazione del paese. Si prevedono stipendi più bassi per giudici e loro assistenti, medici, professori universitari, funzionari di polizia e dell’esercito, ministri e i loro assistenti…

Il Governo è intenzionato a risparmiare 800 milioni di euro dal bilancio statale. L’annuncio dei provvedimenti è stato ritardato per aspettare il ritorno del primo ministro Dacic da Bruxelles.

Nella seduta pubblica di stamattina il Governo ha presentato i sei provvedimenti che consentiranno di contenere la spesa e salvaguardare il bilancio statale.

Le principali misure riguardano il taglio degli stipendi pubblici sopra i 60.000 dinari netti e l’incremento della soglia più bassa dell’Iva sui prodotti non essenziali dall’attuale 8 al 10%. Gli impiegati statali vedranno la quota di salario che oltrepassa i 60.000 dinari tassata di un ulteriore 20% e la quota superiore ai 100.000 tassata al 25%.

Le altre misure riguardano la ristrutturazione delle aziende pubbliche e il taglio alle sovvenzioni statali, i risparmi sulle forniture di beni e servizi, l’apertura di prestiti meno onerosi, il miglioramento del contesto d’affari.

Sulle forniture pubbliche ci si aspetta di risparmiare tra i 30 e i 40 milioni di euro all’anno.

Attraverso contatti diplomatici si punta ad alleggerire il peso del debito pubblico attraverso una sua ristrutturazione. “Su ogni miliardo di euro di debito si può ottenere un risparmio fino a 150 milioni” ha dichiarato Krstic.

Per migliorare il contesto d’affari verrà modificata la legge sul lavoro per rendere le assunzioni e i licenziamenti più semplici e per semplificare le procedure per l’ottenimento di licenze edilizie.

Krstic ha anche annunciato l’introduzione di scaloni unici per tutti i livelli impiegatizi dello Stato con premi per i dipendenti più meritevoli e una indicizzazione dello 0,5% due volte all’anno nel 2015 e nel 2016.

Il primo vice primo ministro Vucic si è dichiarato in completo accordo con il ministro delle finanze Lazar Krstic: “Egli ci ha dato più pugni politici in mezz’ora che in un anno. Ma così bisogna fare: questo è un bene per il paese e per la sua economia. Sono molto arrabbiato con i politici che hanno operato in maniera irresponsabile. Non si sa quanti impiegati ha lo Stato serbo, lo sapremo nei prossimi giorni. Abbiamo salvaguardato i pensionati. Ad essi non toglieremo un solo dinaro”, ha detto Vucic, il quale ha informato che Krstic avrebbe voluto tassare chi ha un salario superiore ai 40.000 dinari netti e anche le pensioni ma gli è stato spiegato che la vita è dura con queste cifre e che non possiamo accettare queste proposte.

I provvedimenti toccheranno una platea di contribuenti compresa tra le 300.000 e le 500.000 unità. Questi provvedimenti dovrebbero consentire dovrebbero consentire di ridurre il deficit tra il 2 e il 2,5%.

L’incremento dell’Iva dall’8 al 10% toccherà beni come il pane, il latte, gli olii e il cibo in genere come anche i computer, i libri e le riviste. Secondo il ministro Krstic l’impatto di questa misura sull’aumento dei prezzi sarà dello 0,6%.

Dal 2020 in pensione si andrà a 65 anni per gli uomini e a 63 anni per le donne, con una serie di penalizzzioni per chi si ritirerà prima.

Una delle misure chiave sarà la riduzione delle sovvenzioni alle imprese statali. “Il livello di queste sovvenzioni è di due o tre volte superiore a quello di altri paesi europei e questo è inaccettabile. Manterremo i prestiti agevolati ma a un livello più basso. Favoriremo gli investimenti e l’occupazione”, ha detto Krstic, il quale ha sottolineato che ci si aspetta che queste misure strutturali portino un risparmio compreso tra i 300 e i 400 milioni di euro all’anno fino al 2017.

“Se non riusciamo a capirlo, senza questi provvedimenti entro due anni saremmo finiti nella stessa situazione di Grecia e Argentina, scenario che non potremmo controllare”, ha chiosato il primo ministro Dacic.

(Blic, 08.10.2013)

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