Aziende serbe in Borsa: risultati non brillanti nel 2015

La valutazione dei risultati realizzati nel corso del 2015 alla Borsa di Belgrado sembra rivelare un quadro preoccupante per le aziende serbe, che hanno attraversato i dodici mesi peggiori dopo la crisi economica del 2008.

Nonostante tutte queste aziende abbiano registrato un’operazione d’affari positiva, i risultati appaiono peggiori rispetto agli anni precedenti. Secondo l’esperto di borsa Nenad Gujanicic i risultati peggiori delle società per azioni dipenderebbero anche dal fatto che la NIS (Industria petrolifera della Serbia) ha registrato il profitto più basso dal momento della sua privatizzazione.

“Nel complesso, le aziende che rappresentano l’indice della Borsa di Belgrado-BELEX hanno registrato ricavi per 375,5 miliardi di dinari, il che rappresenta una riduzione del 11,2%, mentre il profitto netto totale, pari a 23,5 miliardi di dinari è diminuito del 48,6%”, ha spiegato Gujanicic.

Nella sua analisi, Gujanicic indica che NIS era una componente dominante nel paniere di borsa, con la partecipazione del 60% . 

“Ora, a causa del calo del prezzo del petrolio, i ricavi di NIS ammontano a 210,7 miliardi di dinari, quindi diminuiti del 18,5%, mentre il profitto è calato del 47,5%, pari a 14,6 miliardi di dinari. Tenendo in considerazione l’attuale recupero del prezzo di petrolio, ci si potrebbe augurare un cambiamento di questa tendenza, cui potrebbe contribuire anche il recupero dei crediti di “Srbijagas”. Tali risultati risultati della Borsa sono determinati, oltre che dalla situazione di Nis, anche dalla Banca Commerciale che ha registrato un’enorme perdita di 6,3 miliardi di dinari, nonostante i risultati positivi degli anni precedenti”, spiega Gujanicic. 

Secondo questo esperto di borsa, un calo notevole, pari al 85%, ha riguardato anche l’azienda “Imlek”, nel primo anno successivo alla sua acquisizione da parte del fondo di investimento “Mid-Europa”.

“L’incremento delle attività redditizie è stato registrato dalla Banca AIK, mentre “Metalac” è riuscito a sanare tutti i problemi causati dalla crisi in Russia registrando la miglior operazione nel mercato locale e negli altri mercati esteri, il che ha consentito una crescita del profitto pari a 31,3%. Un risultato quasi identico a quello dell’anno scorso viene registrato da “Energoprojekt holding” e “Alfa plam”, mentre l’operazione standard è stata realizzata anche da “Galenika” con una crescita del 14,2% di ricavi”, conclude Gujanicic.

(Dnevnik, 07.07.2016)

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