Le mele sono l’oro serbo

Nella piantagione “Ćirić agro MĐŽ”   di Titel, in Vojvodina, nel 2015 vi sarà un milione di alberi.

Quando dalla strada per Novi Sad si entra a Titel, sereno villaggio della Backa che conta 5,000 anime, la vista che si ha sul lato sinistro è impressionante: per una lunghezza di tre chilometri si estendono colonnine di cemento che sostengono speciali reti antiparassiti e dietro di esse filari di giovani meli si allungano fino a primi annunci delle colline di Titel per circa quattro chilometri.

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“Quello che vedete è solo una parte delle nostre coltivazioni piantate nel 2012 e 2013 che si estendono per 110 ettari”, ci dice Uros Novakovic, direttore della produzione della “Ćirić agro MĐŽ”, con sede nel villaggio di Bakula, nel Banato. “Tutto è pronto per piantare in primavera altri 60 ettari di frutteti e per il 2015 vogliamo raggiungere 240 ettari in totale”. Oggi la ditta ha 4,000 alberi di mele per ettaro per cui al momento vi sono circa 440,000 ma per il 2015 si dovrebbe arrivare ad oltre un milione di alberi. Il sistema di irrigazione è di tipo “goccia a goccia” ed è stato importato da Israele mentre le reti di produzione vengono dall’Italia. Ogni 50 ettari vi sono dei serbatoi da 7500 litri che, attraverso una tecnologia innovativa, consentono di alimentare gli alberi con del “cibo liquido”, trasportato a ogni singolo albero da una pompa della potenza di mille litri all’ora. “Gli alberi ricevono un’ “alimentazione” diversa a seconda delle diverse fasi in cui si trovano”, dice Novakovic. Le reti protettive non rispondono solo alla loro principale funzione ma sono fatte con una speciale tecnologia che riduce di due o tre gradi la temperatura sotto di esse quando aumenta il caldo esterno.

Novakovic ha poco più di 30 anni, si è laureato alla facoltà di Agraria dell’Università di Belgrado a Zemun ed è nato ad Arilije, dove la frutta è più che una ragioen di vita. Le mele che oggi coltiva a Titel sono delle qualità ‘Gold , Red Delicious ‘,’ Granny Smith ‘,’ Gamma ‘,’ Fuji” e “Jonaprins”: già vi sono buoni raccolti ma il meglio deve ancora venire.

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“Nel 2013 abbiamo avuto una resa compresa tra le 30 e le 35 tonnellate per ettaro. Lo sfruttamento di un frutteto può avvenire in maniera ottimale per 20 anni e la migliore qualità arriva a partire dal quarto anno. Ci aspettiamo una resa per ettaro pari a 70 o 80 ettari mentre rispetto ad altre colture estensive ci può essere una resa fino a 20 volte maggiore”, specifica Novakovic.

Dal canto suo Milan Ciric, proprietario della “Ćirić agro MĐŽ”, ci informa che su ogni ettaro sono stati investiti 30,000 euro per fruire delle migliori tecnologie mondiali e che sui 240 ettari totali previsti significa un investimento complessivo di 7 milioni di euro. Il ritorno è pressoché certo, considerata l’alta domanda di mele tanto in Europa occidentale che dalla Russia. “Nella mia vita ho calpestato e odorato la terra in 46 nazioni e posso dire con certezza che non ne esiste una migliore di questa. L’anno scorso abbiamo chiuso accordi commerciali con i nostri partner russi ma abbiamo in corso negoziati molto concreti anche con partner di paesi occidentali”, conclude Ciric.

(Vecernje Novosti, 02.03.2014)

 

 

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