Le mamme lavoratrici sono davvero tutelate in Serbia?

Gli esperti affermano che la nuova strategia del governo per incrementare le nascite, che prevede forti incentivi economici per le neomamma  semplicemente non è abbastanza se non sarà accompagnata da una più stretta collaborazione tra tutti gli attori sociali, primi tra tutti I datori di lavoro, I quali spesso non vogliono assumere donne che pianificano di diventare mamme o demansionano le impiegate donne al loro rientro dalla maternità. 

Sebbene le grandi imprese affermano che si prendono cura delle loro impiegate e che essi supportano la scelta delle donne di diventare mamme e che hanno tante dipendenti mamme, l’Associazione dei Sindacati Liberi e Indipendenti (ASNS) afferma che devono affrontare almeno un caso alla settimana di dipendenti donne che subiscono angherie dai loro datori di lavoro perché si apprestano a diventare mamme o devono rientrare al lavoro dalla maternità.

La presidente dell’ASNS, Ranka Savic sottolinea che per le donne quando decidono di avere il primo figlio o di allargare il nucleo familiare contare sulla stabilità lavorativa è molto importante: “Davvero pochi datori di lavoro chiedono senza ansie ai colloqui di lavoro alle candidate se hanno o se pianificano di avere figli, alcuni di essi sono molto franchi e in questi casi chiedono alle candidate perché hanno mandato il cv. La motivazione addotta per questi comportamenti è che I datori di lavoro non sarebbero in grado di sostenere I costi di una impiegata in maternità” , afferma la Savic, la quale aggiunge che “spesso al rientro al lavoro dopo il periodo di congedo di maternità le lavoratrici sono spinte a firmare contratti demansionanti che sono preliminari al loro licenziamento”.

La Savic evidenzia come questo comportamento sia inammissibile ma anche che lo Stato non può aspettarsi molto dai datori di lavoro se non garantirà varie agevolazioni per le imprese socialmente responsabili. Lei inoltre sottolinea che le attuali leggi prevedono forti tutele per le lavoratrici incinte e in maternità, ma che tali leggi spesso non vengono messe in pratica. L’attuale legislazione, tra i suoi altri aspetti, concede alle madri il diritto di scegliere se vogliono lavorare la mattina o il pomeriggio, o lavorare quattro ore al giorno o anche da casa. Le neomamme che sono appena rientrate al lavoro hanno il diritto a pause per l’allattamento al seno: se lavorano otto ore possono richiedere 40 minuti di pausa per l’allattamento al seno.

La Savic aggiunge che pochissime donne effettivamente vanno avanti e istigano azioni legali contro i datori di lavoro che violano la legge perché queste controversie possono essere costose, durature e difficili da provare. Inoltre, le donne hanno perso fiducia nei tribunali e nella loro obiettività. Dice però che ci sono anche dei buoni esempi tra i datori di lavoro, come la Metalac Company, che è nota per il trattamento equo delle lavoratrici gestanti e per il risarcimento economico delle neomamme.

Secondo la summenzionata strategia del governo, le nuove madri riceveranno un’assistenza finanziaria una tantum per un importo di 100.000 dinari per il primo figlio, 10.000 al mese per un periodo di 2 anni per il secondo figlio, 12.000 dinari al mese per 10 anni per il terzo figlio e 18.000 dinari al mese per 10 anni per il quarto figlio.

Alcune misure saranno applicate dal 1 °luglio di quest’anno mentre il resto dall’inizio dell’anno prossimo. Tutti gli incentivi  saranno applicabili ai bambini nati dopo il 1 ° gennaio 2018.

(http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/ekonomija/aktuelno.239.html:718990-Nude-li-poslodavci-majkama-sigurno-radno-mesto)

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