Le idee di Christopher Hill sulla questione del Kosovo

Se la missione di Christopher Hill, candidato alla carica di nuovo ambasciatore americano a Belgrado, è portare a termine ciò che aveva iniziato come inviato speciale degli Stati Uniti per il Kosovo nel 1998, cioè garantire la piena indipendenza della provincia meridionale serba, il diplomatico ora dovrà affrontare un situazione completamente diversa nella regione. 

Oggi la Serbia è un Paese politicamente ed economicamente molto più forte di quanto non fosse vent’anni fa, la distribuzione delle forze nel mondo non è la stessa, e Cina e Russia, senza le quali non esiste una soluzione definitiva per il Kosovo, sono molto forti nella regione.

Così gli esperti di “Novosti”, che ben conoscevano il ruolo di Hill nell’area negli anni ’90, commentano gli ultimi segnali che indicano come l’amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Joseph Biden stia facendo un corso di “diplomazia bulldozer” verso la questione del Kosovo, ma anche tutti i Balcani occidentali.

Oltre a riportare Hill e altri falchi dell’amministrazione Clinton nella regione, ci sono messaggi “duri” sempre più forti sul Kosovo e Metohija, come quello del vice segretario di Stato americano Gabriel Escobar, che la soluzione più ideale a questo enigma sarebbe che la Serbia riconoscesse il Kosovo.

La Serbia dovrebbe temere il ritorno di Hill sulla scena, soprattutto visto il suo lavoro passato, in quanto sarebbe stato l’autore principale del piano americano non ufficiale per il Kosovo del 1998, presentato a Slobodan Milosevic e respinto. La proposta allora prevedeva che il Kosovo sarebbe rimasto formalmente unito alla Serbia-Montenegro e che agli albanesi del Kosovo e di Metohija sarebbe stata data la più ampia autonomia possibile, cioè pieno potere giudiziario, legislativo ed esecutivo, compreso un Presidente. D’altra parte, gli albanesi del Kosovo avrebbero avuto i loro rappresentanti nel parlamento serbo, nel governo e nella Corte suprema.

Alla fine del 1998, in un briefing con i giornalisti dei media di Belgrado, la cui trascrizione è stata pubblicata dal Dipartimento di Stato americano, lo stesso Hill aveva affermato che l’obiettivo della proposta non era quello di creare una “terza repubblica”, ma di stabilire l’autogoverno in Kosovo, formare istituzioni appropriate, dividere i poteri legislativo ed esecutivo e tutte le questioni relative allo “status interno del Kosovo”. Aveva aggiunto, tuttavia, che la proposta americana “lascia la porta aperta affinché la questione dello status esterno del Kosovo possa essere sollevata in futuro”.

La nomina di Christopher Hill come ambasciatore in Serbia è arrivata al Senato americano il 28 ottobre ed è stata trasmessa alla commissione per gli affari esteri. Affinché il diplomatico proposto dal capo della Casa Bianca possa fare l’ambasciatore e assumere l’incarico, dovrà ottenere anche il via libera dal Senato. I media americani affermano che la proposta di nomina per Belgrado e circa altri 20 ambasciatori è “in attesa” poiché il senatore repubblicano Ted Cruz ha bloccato l’intero processo a causa del non blocco dell’amministrazione Biden del progetto russo “North Stream 2”.

https://www.novosti.rs/vesti/politika/1050442/kristofer-hil-slobodan-milosevic-srbija-sad-kosovo

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