Le elezioni parlamentari anticipate potrebbero tenersi il 31 marzo o il 14 aprile

Il capo del Partito del progresso serbo (SNS), Aleksandar Vucic, è prossimo a prendere la decisione di convocare le elezioni parlamentari nella primavera di quest’anno. Se lui e il top management del partito si accordassero, le elezioni potrebbero svolgersi il 31 marzo o il 14 aprile – scopre ufficiosamente il giornale Vecernje Novosti.

Secondo fonti non ufficali, il capo del SNS e presidente della Serbia non ha ancora preso una decisione definitiva, ma tutto porta alle elezioni parlamentari anticipate.

Vucic ha già discusso riguardo le elezioni con i suoi più stretti collaboratori e l’argomento sarà discusso anche nelle prossime settimane, all’incontro della presidenza del SNS.

Inoltre, un altro fattore a favore delle elezioni parlamentari anticipate sarebbe la prosecuzione di Pristina nell’applicare le enormi tasse sulle merci provenienti dalla Serbia e nel bloccare il dialogo con Belgrado.

Due giorni fa, Vucic ha affermato che i colloqui con il Kosovo potrebbero essere uno dei motivi per cui si chiedono le elezioni anticipate: “Se Pristina non abolirà la tassa del 100% sui prodotti serbi, è chiaro che continueranno con la loro politica di ricatto. Se questo è il caso, non abbiamo altra scelta se non quella di andare alle elezioni. Questo farà pensare Haradinaj di potere togliermi dal potere”.

Dopo l’incontro con Vladimir Putin, Vucic ha dichiarato pubblicamente di dubitare che presto si troverà un compromesso e una soluzione sostenibile per il Kosovo, quindi le speculazioni secondo cui lui non può indire le elezioni anticipate perché l’UE insiste sulla risoluzione della questione del Kosovo nella prima metà di quest’anno, non hanno alcun senso. Inoltre, l’UE stessa intraprenderà la campagna pre-elettorale in aprile, e poi ci saranno le elezioni per il Parlamento europeo, il che significa che l’UE sarà in un vuoto istituzionale per l’intero 2019.

Si dovrebbe anche tenere a mente la situazione nel paese, cioè che il SNS esercita pressioni su Vucic per convocare le elezioni ora, indipendentemente dal fatto che le elezioni parlamentari regolari sono previste l’anno prossimo.

Ciò è stato chiaramente detto al capo del SNS in un recente incontro alla Pinki Hall di Zemun, dove circa 3.000 delegati del SNS hanno messo in chiarito di essere a favore della battaglia contro l’opposizione alle elezioni.

Secondo il partito SNS, il secondo fattore altrettanto importante sono le proteste che “sono solo civili in superficie ma sono effettivamente organizzate da Dragan Djilas, Vuk Jeremic e Bosko Obradovic” e che queste proteste potrebbero acquisire slancio con il sostegno delle potenze straniere.

Dopo la visita del presidente Putin in Serbia, i media occidentali e quelli serbi hanno riferito “dell’amicizia cementata” con Mosca e che la Serbia gode di un sostegno ancora più forte della Russia, e che ciò potrebbe spingere i politici occidentali, in particolare gli inglesi, ad influenzare ancora di più le proteste.

L’analista politico Dragomir Andjelkovic afferma che se la Serbia ha la prospettiva di continuare i negoziati in modo corretto, cercando di trovare una soluzione di compromesso, le elezioni possono aspettare.

“Ma se non c’è la possibilità che il dialogo tra Belgrado e Pristina continui, allora possiamo andare alle urne. La pressione dall’Occidente è enorme e questa pressione potrebbe diminuire se venissero indette le elezioni anticipate. Non dovremmo dimenticare anche le elezioni europee. Dopo tutto questo, possiamo valutare quale direzione prenderanno le trattative tra Belgrado e Pristina”, afferma Andjelkovic.

http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/politika/aktuelno.289.html:772513-Na-izbore-31-marta-ili-14-aprila?fbclid=IwAR0jesO3XVgo_qPGcMJ2oHUaqk-mHttSEQj7bN92iNURITOpNNHgyatXm0E

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