Le domande e le preoccupazioni degli imprenditori sulle misure epidemiologiche

L’Associazione che tutela gli imprenditori e gli uomini d’affari della Serbia ha inviato una lettera aperta al governo della Serbia, all’Unità di crisi e al Ministro della Salute in merito alle misure epidemiologiche in vigore nei giorni scorsi, valutandole come “discriminatorie ed esclusivamente a danno degli uomini d’affari locali”.

Nella lettera, i membri dell’Associazione hanno posto una serie di domande per le quali si aspettano risposte nella prossima sessione dell’Unità di Crisi:

“Perché permettete ai grandi distributori (che sono per lo più con proprietà a capitale straniero) di vendere tutti i tipi di merci con il pretesto di vendere cibo, cosa che da vita a una concorrenza sleale per gli uomini d’affari locali che non sono in grado di lavorare, e guadagni extra per loro?. In Slovenia e Francia sanno come separare la parte non alimentare e proibirne la vendita mentre gli altri sono chiusi. In questo modo, si dimostra che la legge non è uguale per tutti.

Perché chiudete i piccoli negozi che non sono affollati e permettete ai supermercati di lavorare con tanta gente e usarli per vendere vestiti, fiori, utensileria, ecc. mentre agli altri non è ammesso? In questo modo, l’Unità di crisi perde credibilità perché porta misure assurde e illogiche.

Perché è vietata la vendita al banco ai ristoranti quando c’è una coda ancora più grande davanti ai supermercati che davanti a loro? Perché le ispezioni consentono la vendita al banco nei punti McDonald’s mentre gli altri sono chiusi?

Perché, in proporzione alle misure restrittive, i tributi non vengono ridotti a quelli a cui si applicano le misure restrittive? Perché un parrucchiere dovrebbe pagare le tasse quando non lavora durante il fine settimana?

Perché, dopo un anno di limitazione del lavoro di ristoratori e organizzatori di eventi, che hanno armonizzato la loro attività in base a tutte le esigenze e che sono stati ingiustamente e ingiustificatamente etichettati come focolai del virus in diverse occasioni, non vediamo un calo del numero di infetti? Che non esista magari un focolaio di infezioni da qualche altra parte, per esempio nei trasporti pubblici, nei supermercati, nelle fabbriche, ai funerali di personaggi pubblici e simile?

Perché, nel bel mezzo di una pandemia, annulli le riprogrammazioni, calcoli i tassi di interesse e reprimi con l’aiuto di ispettori zelanti solo quando si tratta di piccoli imprenditori locali? Allo stesso tempo però, il settore della burocrazia pubblica riceve il 100% dei suoi guadagni anche quando non lavora. In questo modo si dimostra la mancanza di solidarietà con coloro che da anni finanziano generosamente l’inefficiente e poco professionale burocrazia statale attraverso dei prelievi eccessivi.

“Ci aspettiamo che le regole siano uguali per tutti, che il sistema sia regolato in modo tale che i servizi inizino ad agire in modo professionale ed efficiente, e di non sentirci cittadini di seconda classe nel nostro Paese”, conclude l’Associazione.

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Privrednici Srbije imaju šest pitanja za Vladu i Krizni štab

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