Le critiche all’Unità di Crisi per la sua inaffidabilità

I membri dell’Unità di Crisi hanno dimostrato per l’ennesima volta che sono inaffidabili perché in poche ore hanno “mostrato” due punti di vista diametralmente opposti sull’entità della diffusione del contagio. L’epidemiologo Predrag Kon aveva detto l’altro ieri a “RTS” che era stato notato il rallentamento del coronavirus grazie alle nuove misure, soprattutto a Belgrado, e aveva sottolineato che si sarebbe visto in due o tre giorni se la curva si sarebbe completamente appiattita. Tuttavia, un altro membro, l’immunologo Srđa Janković, ha poi affermato che l’epidemia invece “non si ferma ma divampa”.

Nei momenti cruciali in cui l’epidemia di coronavirus dilaga, i cittadini serbi dovrebbero avere un’istituzione di cui si possono fidare e su cui possono fare affidamento. Tuttavia, i diversi punti di vista dei membri, la pubblicazione di informazioni false su infetti e morti, l’annuncio di una sessione di emergenza con due giorni di anticipo e quindi la decisione su misure urgenti che entrano in vigore quattro giorni dopo sono solo alcuni dei motivi per cui le persone si chiedono a cosa serva l’Unità di crisi.

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Inoltre, ci sono sempre molte illogicità nelle decisioni pubblicate sulle misure, che i membri dello staff devono in seguito spiegare in modo più preciso. Quindi, ad esempio, se vai alla stazione di servizio dopo le 21:00 potrai fare rifornimento ma non comprare una bottiglia d’acqua anche quando sei già al banco per pagare il carburante e hai in teoria le stesse possibilità di essere contagiato senza acquistare altro.

Simil cosa per la decisione di limitare le riunioni sia all’interno che all’esterno a un massimo di cinque persone. Come spiegò il membro dello staff di crisi e ora la nuova Ministra Darija Kisić Tepavčević, il divieto di raduni si riferisce a manifestazioni ed eventi, ma non a scuole, ambienti di lavoro, trasporti urbani o persino strutture di ristorazione.

“Il limite di un massimo di cinque persone significa praticamente un divieto di raduni in eventi pubblici, il che significa diversi tipi di eventi, congressi, seminari…Non si applica all’ambiente di lavoro o all’ambiente scolastico. In tali ambienti è possibile, ma solo con l’obbligo di fornire quattro metri quadrati per persona nella stanza, il che significa che la distanza tra le persone deve essere di due metri”, aveva spiegato la Kisić all’epoca. Il che significa che ci possono essere fino a cinque di voi massimo in un seminario, ma non se andate in un bar o in una discoteca.

I rappresentanti delle autorità si sono spesso gettati sui numeri, misure annunciate e poi ritirate, e l’ultimo di una serie di casi simili è stato quello in cui il sindaco Zoran Radojicic ha smentito il Ministro della Salute, Zlatibor Loncar. Sebbene il Ministro della Salute avesse affermato tre giorni fa che le nuove misure aumenteranno il trasporto cittadino, e che un autobus già pieno al 50% non si fermerà più alla fermata successiva, il sindaco di Belgrado Zoran Radojicic, ha negato una cosa del genere.

“Le informazioni secondo cui da ora in poi un autobus pieno oltre il 50% non si fermerà alla fermata successiva sono infondate”.

E così di decisione in decisione, di dichiarazione in dichiarazione, si è arrivati a 7.000 infetti e quasi 40 morti al giorno. Le capacità degli ospedali si stanno riempiendo, in alcuni di essi non c’è quasi nessun posto letto libero, ci sono sempre più medici infetti, il numero di pazienti attaccati ai respiratori aumenta ogni giorno, e l’Unità di Crisi continua con le sue indecisioni.

Korona kosi, a Krizni štab ne zna gde udara

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