Le cinque misure di Vucic per il rilancio economico

Ieri sera, intervistato dalla televisione Pink, Aleksandar Vucic ha presentato le cinque misure di riforma economica che dovrebbero incoraggiare lo sviluppo del paese.

Combattere l’economia sommersa, sostenere l’erogazione di prestiti nel 2014 e rafforzare gli incentivi per gli investimenti sia internazionali che serbi, evitando favoritismi agli uni alle spese degli altri. Come quarta e quinta misura Vucic ha indicato un riordino della tassazione e il sostegno alla realizzazione di appartamenti a prezzi accessibili.

Ospite della trasmissione televisiva “Parole difficili”, Vucic ha affermatoc he i provvedimenti entreranno in vigore entro dieci giorni e saranno immediatamente esecutive.

Oggi lunedì 12 maggio il primo ministro si incontrerà con i rappresentanti delle prime duecento imprese che operano nel paese per ascoltare le loro proposte prima di dar seguito ai provvedimenti per il rilancio economico. “Voglio incontrarli e ascoltarli, abbiamo abbastanza tempo per correggere i provvedimenti e il mio messaggio per loro è che la Serbia vuole un’altra atmosfera, lo sviluppo dell’agricoltura e il rafforzamento dell’economia”. Alla domanda se all’incontro parteciperanno anche Miroslav Miskovic e Milan Beko Vucic ha risposto che l’incontro sarà con le aziende maggior contributrci fiscali del paese e che non ha selezionato personalmente gli interlocutori per cui non sa se i due magnati saranno presenti. “Per me le persone di successo sono quelle che pagano le tasse in Serbia, dalle quali lo Stato ha un beneficio, non posso fare differenze se mi sono simpatici i proprietari o meno, ma i fatti sono che ci sono coloro che sono orgogliosi di pagare le tasse e i contributi e gli imprenditori che non lo sono”. In dettaglio, saranno presenti 29 banche, 150 imprese straniere, 69 imprese di costruzione e circa 200 imprese serbe.

Sostenere la costruzione di appartamenti economici non è un atto di adulazione di nessuno, come è stato detto. “Abbiamo distrutto il settore delle grandi costruzioni e quello delle piccole costruzioni è condizionato da modalità maiose. Ora lo stato aiuterà le imprese che vogliono costruire ma non contano di guadagnare il 100%.” le aree dove verranno costruiti gli appartamenti a Belgrado sono tre di cui due a Novi Beograd, mentre sono stati già individuati i siti a Novi Sad, a Nis e a Kraljevo e sono in corso le ricerche nelle altre città. L’obiettivo è quello di consentire anche alle famiglie a basso reddito di comprare un abitazione. “Lo Stato fornirà gratis i terreni, esonererà dal pagamento delle tasse e si assumer gli oneri di urbanizzazione. Sceglieremo le ditte che offriranno le condizioni più convenienti per arrivare ad avere un metro quadrato dal costo finale di 350-400 euro”. Vucic ha specificato che lo Stato non entrerà nell’investimento ma aiuterà solo a creare le migliori condizioni.

Incentivi all’occupazione

Vucic ha detto che per incentivare l’occupazione saranno previsti sgravi fiscali in base ai quali per ogni dieci impiegati il datore di lavoro pagherà tasse e contributi solo per tre impiegati, mentre i restanti sette saranno a carico dello Stato. Questo provvedimento, secondo Vucic, ridurrà il “cuneo fiscale” dall’attuale 64% al 15%, che è meno di quanto si paga per tenere i lavoratori “in nero” che oggi costano il 20-25% del salario netto. “Incoraggeremo ad assumere le persone in maniera regolare”, ha detto Vucic, aggiungendo che tali misure dovrebbero restare in vigore per i prossimi due o tre anni. Vucic ha ricordato che in Serbia il problema sono i contributi, poiché il salario netto è di circa 390 euo mentre con le tasse i contributi il costo di un dipendente per un’impresa arriva a 633 euro, quando in altri paesi della regione, come Romania e Bulgaria, il salario netto è tassato solo al 27%.Vucic ha affermato che tale misura per le casse dello Stato sarà positiva e non comporterà costi ulteriori.

Il cambio dell’orario di lavoro

Vucic ha detto che anticipare di un’ora e mezzo l’inizio dell’orario di lavoro negli uffici pubblici è una misura che aiuterà la ripresa economica perché “si lavorerà di più”.

“Le persone si sentono più responsabilizzate e controllate. Il tempo di lavoro è lo stesso, l’anticipo dell’orario è una questione simbolica ma richiede una maggiore resposabilità. Studi hanno mostrato che entrare al lavoro alle 7.30 fa lavorare mezz’ora in più. Vorrei che fossimo pronti per il cambiamento, capci di svegliarci prima, di avere relaioni diverse con gli altri. Gli impiegati del settore pubblico lavorano per tutti gli altri settori, solo che qualcuno non lo capisce”, ha chiosato Vucic. 

Sulla restrizione all’usoo di auto blu Vucic ha contestato chi ha parlato di una farsa e di un provvedimento che sarebbe durato “un giorno o poco più”. Senza citarli, ha parlato di due ministri che hanno richiesto il lampeggiante per la loro auto. “Non ho mai usato il lampeggiante e non giro con cinque automobili di scorta”, ha sottolineato Vucic.

“A Sarajevo andrò con Krstic”

Vucic ha confermato che la sua prima visita ufficiale da primo ministro si svolgerà a Sarajevo martedì 13 maggio, accompagnato dal ministro delle finanze Lazar Krstic. “Vorrei coinvolgere le loro imprese in progetti quali “Belgrado sull’acqua”. Non andrò lì a parlare solo di politica”, ha rimarcato Vucic, esprimendo l’auspicio di vedere imprenditori bosniaci investire in Serbia e imprenditori serbi ugualmente benvenuti a Sarajevo come a Banja Luka. Alla domanda perché invece di una grande capitale mondiale per ils uo primo viaggio ufficiale Aleksandar Vucic abbia scelto Sarajevo, questi ha risposto che la Bosnia Erzegovina è molto importante per la Serbia. “Abbiamo un interscambio commerciale maggiore con la Bosnia Erzegovina che con il Regno Unito, per cui, con il dovuto rispetto per i nostri amici europei, essa è molto importante per noi, così come lo è per la stabilità della regione, non dimenticando che in essa vivono un milione e mezzo di serbi.

Vucic ha espresso la persuasione che il suo messaggio politico verrà ben recepito a Sarajevo ma il messaggio rpincipale sarà innanzitutto quello di invitare i serbi a investire in Bosnia Erzegovina, perché questo è nell’interesse di tutte e  tre le nazionalità. “Vado come primo ministro della Serbia che punta a relazioni migliori tra Serbia e Bosnia Erzegovina e alle persone che lì vivono comunicherò in maniera rispettosa quellic he sono i nostri auspici”.

(Tanjug, Beta, 12.05.2014)

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top