Le misure di Vucic per rilanciare la Serbia

In un’intervista rilasciata al settimanale Nedeljnik, il Premier annuncia le disposizioni per risollevare l’economia nazionale, aumentare l’occupazione, incoraggiare gli investimenti e garantire abitazioni più accessibili per i cittadini. Vucic ritiene che il Governo possa adottare le misure già lunedì.

1. Prestiti agevolati delle banche, in particolare crediti al migliore tasso possibile, al settore privato dovrebbero permettere allo Stato di aiutare solo parzialmente l’economia e ridurre così la propria spesa. “Le banche daranno un miliardo e duecento milioni in prestiti agevolati; si tratta di crediti al miglior tasso possibile che andranno al settore privato. Il Governo sosterrà le banche con 60 milioni. Ciò garantirrà una straordinaria iniezione di liquidità per la nostra economia “, assicura Vucic.

2. Il secondo pacchetto di misure dovrebbe consentire l’emersione dell’economia sommersa e un considerevole aumento dell’occupazione. Le norme agiranno sul lavoro delle persone che operano attraverso contratti di prestazione, associazioni studentesche e in nero. Si tratta di un modello di cui il Primo Ministro aveva già  parlato in passato: esso implica che se un’azienda che ha tre o quattro dipendenti ne assume un altro, per tre anni essa dovrà prendersi carico solo del 30% dell’onere, mentre il restante 70% verrà assunto dallo Stato, che assicurerà così le spese sociali e previdenziali; per le ditte con più di 100 lavoratori, il Governo garantirà incentivi al 75%. Vucic si dice convinto che la misura sia, da un lato, fiscalmente neutra per le casse pubbliche e, dall’altro, che essa garantisca meno spese e manodopera più motivata alle aziende, rispetto al nero. Con questa disposizione, assicura il Premier, verranno create decine di migliaia di posti di lavoro.

3. Revisione delle leggi su privatizzazioni, fallimento e lavoro creeranno il miglior contesto d’affari della regione. Le nuove norme inizieranno l’iter parlamentare tra la prossima settimana e quella successiva; per la loro definizione, afferma Vucic, è stato raggiunto l’accordo con i sindacati su gran parte delle questioni sul piatto. L’ambizione del Governo è quella di convincere le aziende straniere a scegliere la Serbia invece dei paesi limitrofi, soprattutto in campo automobilistico, agricolo e in quello della lavorazione del legno. Secondo Vucic, questo è l’unico modo per aumentare stipendi e pensioni, “senza attendere un aiuto dal cielo”. Il Premier dice che chiederà l’aiuto “agli amici arabi” e anche alla FIAT: la richiesta all’azienda di Torino sarà quella di produrre un nuovo modello nella fabbrica di Kragujevac.

4. Terreni edificabili concessi gratuitamente dallo Stato per rilanciare il settore edile. Questo comparto, sostiene Vucic, è quello in maggior difficoltà, visto che di anno in anno continua a segnare una costante caduta. Il Capo del Governo lamenta che in Serbia non esistono più imprese edili che si possano permettere di costruire condomini e grattacieli: per questo egli dice di aver già preso contatto con Arabtec, colosso del settore, per la realizzazione di 100.000 appartamenti di almeno 80 metri quadrati, per i quali sarebbe possibile un pagamento in 30 anni ad un tasso leggermente superiore al 3%. In questo modo, ritiene Vucic, potrebbe essere risolto il problema di 40.000 dipendenti pubblici (poliziotti e militari) e di molti giovani, che si troverebbero a pagare una rata mensile di 120-130 euro; meno di quanto venga un affitto, fa notare il Premier.

 

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