L’azienda di trasporto pubblico di Belgrado “GSP” soffocata dai debiti

Sebbene ci siano spesso messaggi diversi, la società di trasporto pubblico di Belgrado “GSP” sembra si stia indebitando sempre più e raggiungerà il record di sei miliardi di dinari entro la fine dell’anno. Solo nel mese di ottobre doveva ai fornitori 4,84 miliardi di euro, di cui due miliardi di dinari alla società “NIS” per il carburante. Dopo il riequilibrio di bilancio, il Comune ha “rattoppato” i buchi della gestione dell’azienda con dei sussidi ma la nave continua ad affondare.

I debiti della società hanno raggiunto un importo record e si prevede che entro la fine dell’anno la società raggiungerà un deficit di quasi sei miliardi di dinari. Nikola Jovanović del “Centar za lokalnu samoupravu” ha stimato che questo tipo di attività stia spingendo l’intera economia di Belgrado nel baratro.

“Tale attività catastrofica della “GSP” non solo mette in pericolo il trasporto pubblico a Belgrado, ma trascina anche l’economia di Belgrado, perché un gran numero di società private dipende dai suoi conti in ordine”, ha affermato. Gli esperti avvertono che questo problema non è sorto dall’oggi al domani, ma che dovrà essere risolto affinché Belgrado possa disporre del trasporto pubblico che merita.

Marina Lipovac Tanaskovic, che si occupa dei problemi del traffico nella capitale per conto del team di Vladeta Jankovic, fa notare che la “GSP” è in degrado da anni e che gli ultimi dati sono solo il risultato di un lungo periodo di politiche inadeguate. “Non c’è solo un problema in questa azienda, diversi fattori sono intrecciati. Le compagnie di trasporto urbano non possono essere redditizie, come accade anche in altri Paesi, ma nel nostro i veicoli sono vecchi, non sono comodi, né si investe molto. Inoltre abbiamo un pessimo contratto con la Busplus, e le attrezzature che vengono noleggiate non rimangono di proprietà del Comune dopo la scadenza del contratto”.

Nebojsa Mitrovic del sindacato dei conducenti “GSP” osserva che gli stipendi sono ancora bassi, che gli aiuti di solidarietà dell’anno scorso sono stati pagati solo di recente, ma che questo non risolve il problema chiave: molto lavoro per pochi soldi. “I nostri stipendi non bastano per sopravvivere, si vede che i prezzi aumentano ogni giorno. Molto lavoro per pochi soldi, e nulla in particolare è cambiato rispetto alle nostre richieste passate. Gli aiuti di solidarietà dell’anno scorso sono stati pagati di recente ma non basta”.

Photo credits: “Goran Srdanov/Nova.rs”

GSP se guši u dugovima: Prevoz se raspada, a novac iz preduzeća se ispumpava

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