Lavoro: disoccupazione al 16% e riduzione del sommerso

Il Ministero del lavoro, dell’occupazione e delle politiche sociali ha comunicato che nel periodo dal 26 aprile 2014 al 31 luglio 2016 sono state effettuate ispezioni relative ai rapporti di lavoro e alla sicurezza in 115.128 aziende. 

La recente dichiarazione da parte del Primo Ministro Aleksandar Vucic secondo cui la Serbia avrebbe fatto registrare la percentuale più bassa dal 2007 del tasso di disoccupazione (attualmente al 16%),  ha innescato varie reazioni nel pubblico. Il Primo Ministro ha spiegato che tale risultato è stato sicuramente determinato dalla crescita dell’economia, ma anche dall’attenta azione dell’Ispettorato del lavoro, grazie alla quale è stato possible il reinserimento nei flussi legali degli impiegati dell’economia sommersa. 

“Questo risultato migliorerà e crediamo che la percentuale di disoccupazione in Serbia non supererà il 17%”, ha dichiarato Vucic, aggiungendo che l’obiettivo del Governo serbo entro i quattro anni del suo incarico è portare  la percentuale di disoccupazione al livello dei paesi europei, cioè al 11,5%.

Il Primo Ministro ha indicato che l’occupazione dei giovani è aumentata al 19,7%, mentre nello stesso trimestre dell’anno precedente era pari al 16%. L’Istituto Nazionale di Statistica ha confermato l’esattezza dei dati preliminari diffusi da Vucic, specificando che “secondo un’indagine sulla forza di lavoro in Serbia, il numero delle persone occupate nel periodo dal 2014 al 2016 è aumentato di 117.000 unità. Sono state registrate 79.000 persone in più assunte formalmente, mentre il numero delle persone occupate informalmente è aumentato di 38.000 unità. Inoltre, in questo periodo il numero delle persone disoccupate è calato di 61.000″. 

Nel periodo dal 26 aprile 2014 al 31 luglio 2016, ammonta a 29.720 il numero delle persone coinvolte nel lavoro “nero”, mentre nel periodo seguente ne sono state registrate 24.509. Tuttavia, secondo i dati del Registro centrale sulla previdenza sociale, del Servizio  Nazionale per l’Occupazione e dell’Istituto Nazionale di Statistica, il numero sarebbe molto maggiore. 

Inoltre, dall’entrata in vigore della Legge sulle Ispezioni nel luglio 2015, sono state scoperte 852 aziende non registrate nelle quali 831 persone lavoravano “in nero”. La maggior parte delle aziende non registrate risultano attive nel settore del commercio, dei servizi terziari, manutenzione dei veicoli, lavorazione e produzione di legno e lavori edilizi. Inoltre, gli ispettori hanno rilevato l’esistenza di asili, centri per scommesse e centri gerontologici non registrati.

Nel periodo indagato il numero delle aziende non registrate è aumentato di oltre 4.000, il che ha comportato per il bilancio statale e per i fondi di previdenza sociale un incremento degli incassi. In base alle richieste per la procedura di infrazione, sono stati infatti versati 485 milioni di dinari nella cassa statale, mentre in virtù delle sanzioni che la legge prevede a partire da marzo 2015 sono stati versati 36,1 milioni di dinari.

(Politika, 29.08.2016.)

http://www.politika.rs/scc/clanak/362366/Pedeset-nijansi-sive-ekonomije

 

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