Lavorare presso l’Amministrazione fiscale solo con l’autorizzazione della BIA

Negli ultimi anni, l’Amministrazione fiscale serba ha incontrato non poche difficoltà nel coprire il proprio fabbisogno di personale. Il numero dei dipendenti è infatti inferiore a quello previsto dalla dotazione organica. In futuro, inoltre, neppure il superamento di un concorso pubblico garantirà automaticamente l’assunzione. Secondo la bozza delle modifiche e integrazioni alla Legge sul procedimento tributario e sull’amministrazione fiscale, il processo di selezione del personale includerà anche una verifica di sicurezza.

Il Ministero delle Finanze raccoglierà osservazioni e proposte sulla bozza del provvedimento fino al 30 luglio.

Come avveniva finora, l’accesso all’impiego presso l’Amministrazione fiscale sarà possibile tramite trasferimento interno, concorso pubblico o, in casi eccezionali, mediante mobilità da altre amministrazioni. La novità è rappresentata dall’articolo 169 D.

Verifiche di sicurezza dei candidati

Il nuovo articolo, integralmente riformulato, prevede la possibilità di sottoporre i candidati a verifiche di sicurezza prima dell’assunzione presso l’Amministrazione fiscale. Tali verifiche saranno effettuate dall’Agenzia per la sicurezza e l’informazione (BIA).

“Su richiesta scritta del direttore dell’Amministrazione fiscale, nella quale sono indicati la base giuridica, la finalità e l’ambito della verifica, vengono effettuati controlli di sicurezza sui candidati inclusi nella graduatoria finale prima dell’adozione del provvedimento di assunzione o del provvedimento di trasferimento”, recita il nuovo articolo.

Il testo precisa inoltre che le verifiche effettuate dalla BIA sono finalizzate ad accertare l’eventuale esistenza di “impedimenti sotto il profilo della sicurezza della Repubblica di Serbia”.

“Le verifiche vengono effettuate mediante colloqui con i cittadini, nonché attraverso la raccolta di dati presso persone giuridiche, organi pubblici o mediante l’accesso a registri, archivi, raccolte e banche dati tenuti in conformità alla legge”, si precisa ulteriormente.

I metodi restano segreti

È inoltre possibile adottare “altre misure previste dalla legge”. La BIA redige successivamente una relazione da trasmettere al direttore dell’Amministrazione fiscale. Dal documento non dovranno emergere i metodi utilizzati per acquisire le informazioni, né l’identità delle fonti dell’Agenzia, così come quella degli agenti della BIA o dei membri del Ministero dell’Interno che abbiano partecipato alle verifiche.

“I dati raccolti nel corso delle verifiche di sicurezza vengono registrati, conservati e protetti in conformità con la normativa sulla segretezza dei dati e con quella sulla protezione dei dati personali. Essi possono essere utilizzati esclusivamente per le finalità per le quali sono stati raccolti”, si legge ancora nel testo.

Infine, i candidati che non supereranno tali verifiche non potranno essere assunti presso l’Amministrazione fiscale.

Neutralità politica

Un’altra novità introdotta dalle modifiche legislative riguarda il rafforzamento del principio di neutralità politica dei dipendenti dell’Amministrazione fiscale. Finora l’articolo 171 era composto da una sola frase, che prevedeva l’obbligo per i dipendenti di svolgere le proprie mansioni nel rispetto della legge e senza lasciarsi guidare dalle proprie convinzioni politiche.

La neutralità politica viene ora disciplinata in maniera più dettagliata. “I funzionari dell’Amministrazione fiscale sono tenuti a svolgere le proprie funzioni con diligenza, competenza, imparzialità, neutralità politica e professionalità, salvaguardando l’integrità del servizio, il suo prestigio e la fiducia del pubblico”, dispone il primo comma.

I dipendenti dell’Amministrazione fiscale sono inoltre tenuti ad astenersi da qualsiasi comportamento, dichiarazione o manifestazione che possa mettere in dubbio la loro neutralità politica. Tale obbligo vale sia nei locali dell’amministrazione sia durante lo svolgimento delle attività sul territorio.

“È vietato indossare, esporre o rendere comunque visibili simboli, emblemi, scritte, slogan, distintivi, capi di abbigliamento o altri segni che rappresentino o possano ragionevolmente essere interpretati come un messaggio politico, partitico, ideologico o di protesta”, si legge ancora nel testo.

La violazione del principio di neutralità politica costituisce un’infrazione disciplinare grave. Il dirigente competente è tenuto a ordinare immediatamente la rimozione dei simboli di appartenenza politica o l’interruzione della manifestazione contestata. “In caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente articolo, il servizio di controllo interno è autorizzato ad adottare misure urgenti, compreso l’allontanamento temporaneo dal servizio”, dispone il successivo comma.

Le novità in materia fiscale

Sono previste alcune modifiche anche per quanto riguarda gli obblighi tributari. Tra queste, qualora l’Amministrazione fiscale conceda una proroga del termine per la presentazione della dichiarazione fiscale, la proroga si applicherà anche alla scadenza dell’obbligazione tributaria. Se il contribuente presenta la dichiarazione dopo la scadenza del termine prorogato, l’obbligazione fiscale diventa esigibile entro il termine previsto dalla normativa speciale applicabile.

L’Amministrazione fiscale presenterà d’ufficio la dichiarazione relativa all’imposta annuale sul reddito delle persone fisiche qualora il contribuente ometta di farlo entro i termini prescritti.

Viene inoltre fissato il termine di validità dell’accertamento fiscale provvisorio. Anche in precedenza si prevedeva che esso avesse una validità massima di tre anni e che entro tale termine l’Amministrazione fiscale adottasse l’accertamento definitivo. È stato ora aggiunto un ulteriore comma che stabilisce che, qualora l’Amministrazione fiscale non adotti un provvedimento definitivo neppure allo scadere del triennio, l’accertamento provvisorio si considererà definitivo.

(Forbes, 28.07.2026)
https://forbes.n1info.rs/biznis/posao-u-poreskoj-upravi-ubuduce-samo-uz-odobrenje-bia-dopune-zakona-stroge-i-po-pitanju-politicke-neutralnosti-zaposlenih/

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