“L’aumento dell’IVA porterà alla chiusura degli alberghi”

Gli albergatori avvisano che l’aumento dall’8% al 20% costringerà la maggior parte degli hotel serbi alla chiusura.

Il consiglio dell’Associazione delle imprese alberghiere e ristorative (HORES) valuta che la proposta di aumentare l’IVA del 150% (dall’8% al 20%) è completamente inaccettabile, perché porterà alla chiusura della maggior parte degli alberghi in Serbia, che diverrà – come destinazione turistica – non più appetibile. Ivan Vitorovic, membro del gruppo di esperti che ha avvisato i Ministeri dell’Economia e delle Finanze sul fatto che l’aumento dell’IVA porterebbe a maggiori perdite che introiti per il bilancio, ha detto che la Serbia sarebbe l’unico Paese della UE ad avere un’IVA tanto alta e che il Paese perderebbe in competitività. Egli ha fatto notare che il danno sarebbe molto più grande, visto che questo settore al momento dà lavoro a 20300 persone e che, con l’aumento dei costi, verranno sicuramente licenziate almeno 3440 persone. Ciò accadrà, visto che l’aumento dei servizi alberghieri porterà alla diminuzione della richiesta da parte del mercato nazionale dell’8,4%. Mentre la UE, ha continuato Vitorovic, combatte la crisi riducendo i prezzi dei servizi alberghieri, i nostri hotel dovranno aumentare le tariffe.

Il consigliere del Ministero dell’Economia, Aleksandar Stevanovic, ha detto che il suo Dicastero comprende il fatto che il settore turistico sarà una vittima “collaterale” delle misure proposte dal Governo e sostiene gli albergatori, ma anche di non essere sicuro che queste argomentazioni verranno accettate dal Ministero delle Finanze. Il turismo è per la Serbia molto più importante di ciò che si pensi, ha detto Stevanovic, aggiungendo che non verrà accettata la proposta di un’IVA per il turismo al 10%, come in Croazia. Secondo lui il problema è che il Ministero non sa come lavorano gli alberghi nell’interno del Paese, avendo come esempi solo gli hotel belgradesi di categoria elevata, che possono permettersi un aumento dei prezzi. Stevanovic sostiene che gli albergatori devono pensare a come diminuire le spese e che il Ministero proporrà di diminuire il cuneo fiscale del settore all’8%.

Gli operatori turistici sono concordi nel dare un giudizio fortemente negativo della situazione: il direttore dell’hotel Surdulica a Vlasina, Brana Reljic, che l’aumento dell’IVA favorirà solo chi lavora in modo illegale; il direttore dell’ufficio per il turismo congressuale, Milos Milovanovic, ha detto che diventerà molto problematico anche tenere congressi (che vengono organizzati in base a prezzi in cui è compresa l’attuale IVA) e che la Serbia si sta proprio ora riprendendo, essendo passata (per numero di incontri internazionali) dal 69esimo posto del 2005 all’attuale 42esimo; l’organizzatore della Fiera del turismo di Belgrado, Nikola Andric, ha detto che il settore turistico serbo è già poco competitivo e che il Paese è l’unico a non avere sovvenzioni per attirare clienti stranieri; l’analista dell’Organizzazione turistica mondiale, Ljubica Milojevic, sostiene che “non abbiamo una politica statale per il turismo e allo stesso tempo mettiamo in atto misure che distruggono il settore”.

(Beta, 29.10.2013)

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