Largamente positivo il rapporto della Commissione sulla Serbia

Il rapporto della Commissione europea sui progressi delle riforme in Serbia è ampiamente positivo. I rilievi più critici riguardano la lentezza nell’attuazione delle riforme e i ritardi nell’implementazione degli accordi frutto del dialogo con Pristina.

Il prossimo mese il Commissario uscente all’allargamento Stefan Fuele presenterà il suo ultimo rapporto sulla Serbia. Il rapporto annuale della Commissione europea sull’andamento dele riforme in Serbia che verrà presentato ufficialmente l’8 ottobre evidenzia progressi nelle aree di maggior importanza anche se in alcuni casi i miglioramenti sono più marginali. “Sulla base dei vari capitoli negoziali il rapporto mostrerà dove si trova adesso la Serbia nel suo percorso di adesione alla Ue”, ha dichiarato il portavoce della Commissione Peter Spano.

Sui capitoli 23 e 24, inerenti lo stato di diritto, sono stati rilevati progressi limitati. Sulla giustizia è stato raggiunto qualche risultato, come le leggi sull’aiuto legale, sui testimoni di giustizia e sul conflitto di interessi. La Commissione europea consiglia anche l’adozione di tre leggi inerenti i media e ritiene che nel corso del 2014 vi sia stato un arretramento della libertà di espressione.

Il nuovo governo deve usare il suo mandato per implementare con determinazione le riforme raccomandate da Bruxelles. Il rapporto prende nota della situazione economica non favorevole e valuta positivamente le misure per contenere il deficit di bilancio.

“E’ in corso il processo di negoziazione e di screening, quindi esso non deve essere considerato un meccanismo di valutazione ma di comparazione della legislazione. Il rapporto valuta quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto nelle varie aree coinvolte nel processo di adesione”, ha specificato Stano.

Il rapporto non cita la vicenda delle sanzioni verso la Russia richieste alla Serbia dall’Unione europea, ma segnala che l’allineamento della politica estera è significativamente diminuito. La Serbia viene apprezzata per il suo impegno nel dialogo con Pristina ma il rapporto evidenzia altresì il ritardo nell’implementazione degli accordi e richiede un nuovo impegno a risolvere le questioni chiave rimaste ancora sul tavolo al fine di aprire una nuova fase della normalizzazione.

(RTS, 25.09.2014)

 

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