L’antica tradizione della tessitura come ponte tra identità e modernità

La tessitura nasce dalla necessità di coprirsi ma presto diventa un’arte con cui i popoli si sono espressi, si sono distinti gli uni dagli altri e hanno tramandato una tradizione attraverso per lo più le mani e il corpo delle donne.

Il telaio infatti, con la sua fitta trama, è anche una metafora del ruolo delle donne, spesso vincolate al telaio come loro principale occupazione in casa, eppure anche custodi e promotrici dei legami sociali. Tramite il telaio la donna ordinava la casa e il suo mondo, usando lo strumento anche per nascondere messaggi nascosti, comprensibili solo a chi sapeva tessere, che consentivano di riconoscere le origini e i ruoli sociali di chi indossava determinati abiti e tessuti.

Nell’epoca dell’omologazione del vestiario e del gusto, tradizioni identitarie millenarie come la tessitura rischiano di scomparire e per questo è stata fondata Etnomreza/Ethnonetwork, l’associazione no profit promossa da Violeta Jovanovic che sta promuovendo in Serbia la tutela della tessitura su antichi telai come modo per salvaguardare antiche abilità, identità locali, valorizzare il ruolo delle donne come protagoniste nella capacità di creare e perpetuare legami tra le persone e capitale sociale nel contesto in cui operano.

La visita alla colonia di tessitrici a Stara Pazova giovedì 10 marzo, alla presenza del ministro per l’energia Zorana Mihajlovic e sostenuta dall’ambasciata della Repubblica di Slovacchia in Serbia e da quella statunitense, è stata non solo un omaggio al retaggio culturale della comunità slovacca, ma anche un’ulteriore tappa di un percorso di rivitalizzazione di questo artigianato che già ha toccato negli anni passati le colonie tessili di Pirot e Stapar, nei pressi di Sombor.

La sfida è quella di non chiudere questi tessuti e questi abiti sotto una teca di un museo etnografico, ma farli rivivere come un elemento di identità e di orgoglio della comunità locale.

In questo senso la possibilità di far diventare queste tradizioni un oggetto vivo, che diventa oggi souvenir turistico o incrocia nuove proposte di packaging e di arredamento, rappresenta il passaggio verso il futuro per salvaguardare una tradizione senza farla diventare folclore fine a se stesso.

La visita, che ha visto la partecipazione di giornalisti, intellettuali, professionisti e interlocutori diplomatici e istituzionali, ha consentito di far conoscere il territorio di Stara Pazova non solo dal punto di vista dell’impetuoso sviluppo industriale degli ultimi anni, ma come territorio che lungo le rive del Danubio conserva scorci paesaggistici unici e un territorio a vocazione agrituristica dalle grandi potenzialità.

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