L’alfabeto digitale: nelle scuole serbe verrà insegnato come definire gli emoji

Se sentiste che nelle scuole elementari serbe, durante le ore di lingua serba, si analizzeranno gli emoticon – forse reagireste con un LOL.

Questa moderna esclamazione è abbastanza diffusa da non richiedere una traduzione speciale.

Come riporta il quotidiano Blic, a partire dal prossimo anno scolastico, gli studenti del secondo e del sesto anno avranno meno libri da leggere e meno opere leterrali da analizzare, ma in aggiunta, tra le innovazioni della riforma, avranno un certo numero di ore da dedicare allo sviluppo della lingua e della cultura della scrittura, che comprende l’elaborazione degli emoticon.

La vice direttrice dell’Istituto per il miglioramento della Pubblica Istruzione (IIE), Dejana Milijic Subic, ha dichiarato all’agenzia Tanjug che “l’espressione linguistica limitata è chiaramente uno dei problema tra i giovani”.

“Questo non è solo un problema qui in Serbia, ma in tutto il mondo in cui fiorisce l’Internet”, ha detto la Milijic Subic. “Si dedicheranno ore di studio allo sviluppo della cultura linguistica e della cultura della scrittura, come anche ore per imparare a definire con parole giuste ogni emoticon”.

Ma Svetlana Medar, insegnante di lingua serba della scuola elementare “Ucitelj Tasa” di Nis e presidente dell’Associazione per la lingua serba e la letteratura della città di Nis, ha una visione leggermente diversa dello sviluppo e dell’uso del linguaggio.

“La comunicazione non può essere dannosa. Il fatto che qualcuno non giochi secondo le regole a cui siamo abituati, non significa che stia giocando in modo sbagliato”, ha detto la Medar.

Ma come possono i professori aiutare a comprendere e ad usare le parole al posto delle emozioni digitali?

“L’idea è di alfabetizzare i bambini e insegnare loro il modo giusto per usare gli emoticon”.

La cultura, così come lo stile di vita, sono cambiati negli ultimi decenni, spiega la professoressa Medar, aggiungendo che anche “la lingua segue i cambiamenti”.

Come affermato dall”Istituto per il miglioramento della Pubblica Istruzione, la seconda parte della riforma prevede un minor numero di opere letterarie da analizzare. In questo modo, sostengono, “gli insegnanti avranno più tempo da dedicare ad un’opera e analizzarla insieme agli studenti in modo dettagliato, senza andare i fretta”.

Così, per gli studenti della classe sesta (1° media), il numero totale di opere letterarie è stato ridotto da 41 a 31. Svetlana Medar dice di essere soddisfatta del cambiamento, ma il problema più grande sono le “pochissime ore” di lingua serba nel programma scolastico. La professoressa ha aggiunto che i professori di lingua serba, ogni anno, chiedono alla Pubblica Istruzione di aumentare il numero di ore di lingua serba, perché le quattro ore a settimana previste sono veramente poche.

“La cultura linguistica è un’area ingiustamente trascurata nelle scuole serbe, ma penso che con questo programma in parte la si potrà migliorare, anche se per ottenere risultati notevoli ci vorrà molto più tempo”, afferma la Medar.

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