La Via della Seta sarà un vicolo cieco finanziario per la Serbia?

L’FMI (Fondo Monetario Internazionale) ​ha avvertito riguardo il rischio di indebitamento dei paesi coinvolti nella costruzione di progetti infrastrutturali nell’ambito dell’ iniziativa cinese

Il nuovo piano de “La Via della Seta”, lanciato dal presidente cinese Xi Jinping nel 2013, non ha deliziato la diretttrice del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde. Partecipando a un forum a Pechino, Lagarde ha avvertito del rischio di difficoltà finanziarie e dell’indebitamento dei paesi coinvolti nella costruzione di progetti infrastrutturali nell’ambito di questa iniziativa cinese.

E la Serbia è parte di questa iniziativa, che riunisce 70 paesi, ed i funzionari del Governo serbo hanno più volte dichiarato che l’iniziativa “Belt and Road” è per la Serbia di fondamentale importanza e, come paese di transito, la Serbia vuole essere sempre più parte di questo progetto. Soprattutto nel campo del trasporto ferroviario e stradale. Prima che la Serbia aderisse al progetto nuova “Via della Seta”, ha riveduto l’accordo sulla cooperazione economica e tecnica, concluso con la Cina nel 2009, per stipulare la costruzione di una nuova centrale termoelettrica a Kostolac, del valore di oltre 700 milioni di dollari, ma anche la costruzione di una sezione dell’autostrada del Corridoio 11, da Obrenovac a Ljig, che coinvolge tutte le imprese cinesi.

Dopo di questo è stata decisa  la costruzione del ponte “Zemun-Borca “ sul Danubio, e dopo l’adesione ufficiale all’iniziativa “Belt and Road”, come uno dei progetti capitali è stato concordato l’ammodernamento della ferrovia  Belgrado-Budapest.

Il valore totale dei più grandi progetti tra la Serbia e la Cina ha raggiunto la cifra di 6 miliardi di dollari, di cui per i progetti attualmente in corso soo stati accantonati  2,5 miliardi di dollari.

La partecipazione a questa iniziativa potrebbe comprendere rischi fiscali per la Serbia, come sostiene il direttore dell’FMI?

Sebbene Lagarde abbia concordato sul fatto che l’iniziativa “Via della Seta” sia stata una buona idea, ha anche avvertito che i paesi coinvolti nel progetto hanno troppi debiti. “La prima sfida è assicurare che “Belt and Road” viaggi solo dove è necessario”, ha detto Lagarde ad una riunione di funzionari, giovedì scorso, e ha aggiunto che “Nei paesi in cui il debito pubblico è già elevato, è fondamentale monitorare attentamente le condizioni finanziarie”.

Il Presidente Cinese non è d’accordo con le affermazioni di Lagarde e ha dichiarato che l’iniziativa “Nuova Via della seta” non è né il piano Marshall, né una cospirazione cinese.  È, semmai, un piano pubblico “, ha dichiarato al Forum Boao per l’Asia.

Secondo Milojko Arsic, professore alla Facoltà di Economia, le finanze pubbliche serbe non sono compromesse a causa della partecipazione all’iniziativa “Via della Seta”. “Questo avvertimento del direttore dell’FMI non può essere applicato direttamente alla Serbia perché la Serbia ha un debito pubblico in diminuzione e un surplus”, ha detto Arsic.

Geostrategicamente, l’FMI a volte non vuole la presenza di concorrenti in alcune parti del mondo che considerano “loro”.  Sia l’America che l’Europa dipendono da loro solo in questo senso, aggiunge Arsic. “Loro credono che la Cina attraverso la Serbia e l’Ungheria potrebbe entrare nella loro sfera di influenza e nel loro cortile”, afferma Arsic, aggiungendo che l’avviso di Christine Lagarde è probabilmente una conseguenza dell’intensificazione delle relazioni tra un gruppo di paesi.  America e Europa, da un lato, e Cina dall’altro. È  logico chiedersi se sarebbe meglio dal punto di vista dello sviluppo che le società nazionali possano essere subappaltatori su questi progetti.

Tuttavia alcuni progetti cinesi sono anche finanziati da prestiti europei. Così’ per esempio il gruppo bancario Intesa Sanpaolo e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) nel 2016 hanno annunciato che presteranno un miliardo di euro alle piccole e medie imprese nei Balcani occidentali, al fine di essere più competitivi a partecipare a progetti finanziati dalla Cina. Si stima che per il progetto  infrastrutturale “Via della Seta” nei Balcani occidentali saranno investiti circa 11 miliardi di dollari.

(http://www.politika.rs/scc/clanak/401904/Put-svile-ne-vodi-Srbiju-u-finansijski-corsokak )

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