La UE preoccupata: Serbia frustrata, agenti di polizia cinesi per le strade…dove sta andando Belgrado?

Il Centro analitico del Parlamento europeo pensa che la Serbia sia “frustrata dai lenti progressi verso l’adesione all’UE”. Ciò ha aperto lo spazio per legami più stretti con la Russia e la Cina, mettendo così in dubbio la prospettiva europea complessiva di Belgrado.

Il Centro sostiene che, nonostante alcuni progressi in linea con la legislazione dell’UE in materia di criteri politici e stato di diritto, si registra anche un notevole aumento della concorrenza strategica delle potenze globali in Serbia, cosa che può distogliere il Paese dal processo di adesione all’UE.

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Si sottolinea che la Russia è il tradizionale alleato geopolitico della Serbia, con Mosca che fornisce “supporto diplomatico, investimenti economici e assistenza militare”, e la Serbia, a sua volta, resiste alla pressione dell’UE di imporre sanzioni alla Russia per l’aggressione in Ucraina.

L’analisi, intesa per uso interno, afferma che “Bruxelles ha criticato la decisione della Serbia di firmare un accordo commerciale con l’Unione Eurasiatica”, rilevando che qualsiasi accordo commerciale bilaterale con Paesi terzi deve cessare dopo l’adesione della Serbia all’UE.

“Inoltre, la Serbia è anche fondatrice dell’iniziativa 16+1 tra la Cina e i Paesi dell’Europa centrale, orientale e sud-orientale. Per la Cina, la Serbia è un corridoio di trasporto chiave e un centro energetico”, dice l’analisi.

Gli stessi analisti del Parlamento europeo citano anche la cooperazione Serbia-Cina nel programma di sviluppo dei droni militari come “motivo di preoccupazione”.

Si stima inoltre che “l’orientamento geopolitico della Serbia sia sempre meno chiaro”, citando informazioni sulle pattuglie di polizia cinesi nelle strade di Belgrado e sulle centinaia di telecamere allestite nell’ambito del progetto “Città sicura”, che viene condotto in collaborazione con la compagnia Huawej.

“La mancanza di trasparenza sugli investimenti cinesi crea preoccupazioni quando si tratta dell’impegno della Serbia ad attuare le norme sulla competitività dell’UE, sugli aiuti di Stato e sugli appalti pubblici”, conclude l’analisi.

Gli analisti sottolineano inoltre che la risoluzione parlamentare del 2018 sulla Serbia ha criticato la cooperazione militare serbo-russa e che la Serbia è invitata ad allinearsi con la politica estera e di sicurezza dell’UE.

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