La lunga strada verso il mercato dell’Unione euroasiatica

Con il sostegno già offerto da parte di Russia e Bielorussia, la visita del presidente del Kazakistan ha fornito anche il terzo dei cinque voti necessari per la stipula dell’Accordo sul libero scambio con l’Unione Economica Euroasiatica (UEE). Si aspetta ora che l’Armenia e il Kirghizistan seguiranno le decisioni degli altri membri dell’unione. E’ stato annunciato che il Kazakistan accetterà l’importazione esente da dazi doganali di un certo numero dei veicoli prodotti in fabbrica “Fiat” di Kragujevac.

Dopo tre settimane di ferie, è ricominciata la produzione nella fabbrica “Fiat” a Kragujevac. A causa della ridotta domanda, in fabbrica è stato eliminato il terzo turno, mentre tra 700 e 750 operai hanno deciso di aderire al programma di dimissioni volontarie. I lavoratori che hanno deciso di rimanere affermano che gli annunci sull’esportazione dei veicoli nel mercato dell’Unione Euroasiatica rappresentano per loro un segnale molto significativo.

“Ogni nuovo mercato e la possibilità di un mercato grande ed aperto, quale è quello russo e kazako rappresentano un miglioramento e un progresso”, afferma il presidente del Sindacato indipendente FCA Kragujevac Zoran Markovic.

Il management della “Fiat” non ha voluto commentare l’annuncio sull’apertura definitiva del mercato euroasiatico. Il Governo sottolinea inoltre che ci sono molti alti passi da compiere prima che si sappia quando e quanti veicoli di Kragujevac potrebbero essere esportati in Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia.

Il ministro del commercio Rasim Ljajic ha affermato che “la luce verde” da parte del Kazakistan rappresenta un segnale positivo per l’industria automobilistica, ma anche per l’intera economia della Serbia.

“Ritengo che un ostacolo importante sia stato rimosso con la decisione del Kazakistan. Ora aspettiamo una procedura formale per concludere l’Accordo sul libero scambio con il mercato dei cinque paesi dell’Unione Euroasiatica. Speriamo di ricevere la bozza di questo accordo entro ottobre o novembre, ma non possiamo influenzare il corso degli eventi. Tutto dipende dall’accordo tra i cinque paesi”, ha dichiarato Ljajic.

Mentre si attendono le richieste della controparte, la Serbia ha già formulato le sue. Infatti, la Serbia vuole continuare ad includere nell’accordo sul libero scambio con l’Unione economica euroasiatica tutta la merce che finora si vendeva in Russia, Bielorussia e Kazakistan, nonché aggiungere formaggio, zucchero, vino, carne, tabacco e sigarette.

“In questo modo la Serbia sarebbe l’unico paese ad avere un tale accordo commerciale con l’Unione Euroasiatica, se escludiamo il Vietnam che però ha varie limitazioni nel suo accordo. L’accordo risulta necessario non solo per il commercio, ma anche per attrarre gli investimenti esteri, in quanto molte aziende europee arrivano in Serbia per ottenere la certificazione di origine preferenziale serba e, di conseguenza, l’accesso ad un mercato di 183 milioni di abitanti”, ha spiegato Dejan Delic della Camera di Commercio.

(RTS, Politika, 25.08.2016

http://www.rts.rs/page/stories/ci/story/5/ekonomija/2431079/koliki-je-put-do-evroazijskog-trzista.html

http://www.politika.rs/scc/clanak/362200/Ljajic-Sporazum-o-izvozu-Fijata-do-novembra )

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