La strada della Serbia verso l’UE: da Macron una doccia fredda

Il Presidente francese non vuole allargamenti. Nuovi membri solo dopo le riforme interne all’UE

Un’altra “doccia fredda” arriva dal Presidente francese Emmanuel Macron, feroce oppositore dell’allargamento; pur ribadendo che non avrebbe messo una barriera per l’ammissione di nuovi membri, praticamente seppellisce il sogno 2025 come anno dell’ingresso della Serbia nell’Unione Europea.

L’allargamento dell’UE ai Balcani occidentali a parere di molti ha rallentato fin quasi a fermarsi, e un ulteriore freno è la politica del capo della Francia Macron, che invita prima alla riforma dell’Unione e solo dopo all’accettazione di nuovi Paesi.

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L’incapacità dei leader europei di trovare un accordo lunedì scorso su chi dirigerà le principali istituzioni dell’UE in futuro, è vista da Macron come un ennesimo argomento contro l’allargamento, perché viene da chiedersi a cosa servirebbero nuovi membri quando neanche i vecchi riescono a trovare un accordo.

Il ministro per l’Integrazione europea Jadranka Joksimovic dice per “Novosti” che questa posizione del Presidente francese è già nota:

“Non è niente di nuovo. Credo che la sua visita in Serbia in tal senso sarà significativa in quanto ascolterà anche le opinioni e le riflessioni di un Paese che è candidato all’adesione. Mi aspetto che altri membri dell’UE siano incoraggiati a fare sentire la loro voce per una politica di allargamento sostenibile e credibile, la quale possa svolgersi parallelamente al processo di riforme interne dell’UE.

Riteniamo che nei prossimi anni l’UE risolverà alcune delle questioni interne funzionali e che il nostro sforzo verso le riforme richieste sarà accompagnato da progressi per quanto riguarda il processo di adesione. Se l’adesione sarà raggiunta nel 2025 o qualche anno dopo non è un problema chiave. Credo comunque che sia fattibile”.

Tuttavia, il 2025 come anno dell’ingresso nell’UE, è per il segretario generale del Movimento europeo in Serbia, Suzana Grubješić, sempre meno realistico:

“Sembra che ogni volta che l’Unione europea mostra alcuni dei suoi difetti, come ad esempio l’incapacità di accordarsi su cinque posizioni chiave a Bruxelles, i colpevoli per Macron siano coloro che che non hanno ancora aderito all’UE. Tuttavia, il suo mandato presidenziale termina nel 2022 e a quel punto nessun Paese candidato sarà pronto per aderire.

Affinché la Serbia possa aderire all’Unione Europea in sei anni, dovremmo aprire e chiudere tutti i 35 capitoli entro il 2023 (attualmente meno della metà sono aperti, 17, e due sono temporaneamente chiusi). Successivamente, l’accordo sulla nostra adesione dovrà essere ratificato da tutti e 28 i membri e in alcuni Paesi sarà necessario un referendum”, conclude la Grubješić.

http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/politika/aktuelno.289.html:804038-PUT-SRBIJE-KA-EU-Makron-nam-rusi-san-o-2025

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